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19 novembre 2013 ,

Heyward Howkins

BE FRANK, FURNESS

2013 - Bitby Records
[Uscita: 5/11/2013]

Heyward Howkins BE FRANK, FURNESS# Consigliato da DISTORSIONI

 

Ci eravamo già occupati del musicista di Philadelphia Heyward Howkins l’anno scorso in occasione del suo convincente debutto discografico “The Healy & The Hearty”, disco autodistribuito e con la produzione artistica di Chet Delcampo che lo stesso Howkins fece recapitare alla nostra redazione in cerca di attenzione da parte del pubblico italiano, ma adesso il nostro ha trovato un’etichetta che ha creduto in lui e la speranza è che la sua musica possa trovare più agevoli canali di diffusione. Rimandiamo a quella recensione per chi volesse avere notizie in più sull’autore, che per altro ha ormai diversi anni di attività nella scena musicale della sua città. Questo secondo lavoro, autoprodotto, conferma quanto di buono Heyward Howkins aveva fatto vedere nel suo debutto, una grande capacità di scrittura musicale e di creare melodie tanto apparentemente semplici quanto ammalianti e affascinanti, il tutto unito ad arrangiamenti che dipingono gradevolissimi acquarelli sonori, curati fin nei minimi dettagli, e ad una voce che sa modularsi su registri cangianti e mutevoli. Howkins è artista che non ama i toni urlati, le sensazioni forti, la sua musica si stende placida su sentimenti soffusi, su atmosfere crepuscolari, ma senza eccedere in malinconie e approcci nostalgici, è piuttosto un dialogo intenso fra musicista e ascoltatore che induce al raccoglimento e alla riflessione. La copertina, l’immagine di uno scorcio di strada alla luce tenue e calda di lampade liberty con in primo piano un’ampia scala in penombra su cui è seduto Howkins con la chitarra in mano in un affascinante gioco di luci e ombre, è perfetta introduzione alla musica che ascolteremo. Howkins sembra cantare solo per noi, riproponendo nelle sue melodie il gioco di luci e ombre della foto, conducendoci per mano attraverso le sue canzoni in un fantastico caleidoscopio di storie e di emozioni.

 

Si comincia con Nogales una ballata sulle occasioni perdute, i rimpianti e gli errori e gli amori di gioventù, atmosfere autunnali, una splendida melodia e un grande lavoro della chitarra, la canzone è un perfetto biglietto da visita al mondo poetico di Howkins. Cambi di ritmo vivacizzano Cut And Corral, mentre la chitarra che accompagna Rare Earthe rende la canzone intimistica e malinconica, Lorraine è una magnifica canzone in stile brit pop impreziosita da una struggente tromba. Sweet Tea Oleander profuma di tradizione e di country folk, molto sudista mentre in Brite KitesHeyward Howkins BE FRANK, FURNESS mette in musica una poesia scritta dalla madre, commovente. Pundit introdotta dall’armonica evoca paesaggi rurali e Praline Country, storia di un omicidio, ha un testo cupo e tenebroso stemperato dalla voce da crooner di Howkins. Ma è la canzone che da il titolo al disco che risalta fra le altre per intensità, drammaticità, e modulazione del canto che al prevalente tono dolce/malinconico alterna una pacata rabbia arrochendo la voce, il testo è un dialogo sulle sorti del mondo contemporaneo e sul contrasto centro/periferia con Frank Furness, architetto modernista che ha costruito molti degli edifici della Philadelphia industriale fra fine ‘800 e inizio ‘900 (suo quello ritratto in copertina). Noi ci siamo innamorati della sua musica che lo pone tra i nomi di punta del folk pop cantautorale, vi potrete trovare echi di Bon Iver e Elliott Smith, ma anche, varcando l’Atlantico, degli Smiths, e Nick Drake come nume tutelare, ma soprattutto scoprirete un artista vero che ha qualcosa di bello da dire.

Voto: 8/10
Ignazio Gulotta

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