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1 giugno 2012

Royal Baths

BETTER LUCK NEXT LIFE

2012 - Kanine Records

Royal Baths: "Better Luck Next Life", 7 Febbraio 2012, Kanine Records

 

# Consigliato vivamente da DISTORSIONI

 

Secondo disco per gli americani Royal Baths, che ci avevano già deliziato, un paio di anni fa, con l'ottimo esordio "Litanies", disco oscuro e affascinante, dal suono spigoloso e dalle atmosfere fortemente velvettiane. E sono ancora i Velvet Underground, idoli e fonte di ispirazione più evidente della band di San Francisco, a indicare loro la via da seguire in "Better Luck Next Life", che, pur mantenendo l'attitudine e la direzione musicale dell'esordio, segna una sensibile e più che gradita crescita verso un suono e uno stile e più personali. Il basso malato di Nathan Grice, con i suoi ritmi cupi e ossessivi, e la batteria scarna e tribale di Eden Savage (di scuola Moe Tucker, con costante prevalenza di timpani e tamburi su piatti e rullante) dettano i tempi di un disco ben fatto e ben suonato, con le chitarre sgraziate e rumorose di Jeremy Cox e Jigmae Baer a completare un quadro fatto di psichedelia, oscurità e decadenza.

 

A tratti ipnotici, a tratti nervosi, i brani di "Better Luck Next Life" incantano e trasportano: il minaccioso tappeto ritmico di Darling Divine sembra un po' un tributo ai Joy Division di Atrocity Exhibition, mentre i ritmi spezzati di Burned fanno da cornice alle chitarre impazzite di Cox e Baer, che sembrano invocare lo spirito del compianto Sterling Morrison in quello che si presenta come un caotico rituale elettrico. Le atmosfere si fanno più morbide in Faster, Harder, filastrocca che ricorda le melodie ubriache del primo Barrettroyal baths solista, ma è solo un attimo, perché con Be Afraid Of Me, che rimanda a tratti ai primissimi Sonic Youth, si ripiomba nell'abisso più cupo, tra psichedelia e noise. Il ritmo incalzante di Nightmare Voodoo ci ricorda che l'incubo non è ancora finito e che la band ha ancora ottime carte da giocare, tra danze macabre metropolitane (Black Sheep), schegge psych-rock (Map Of Heaven) e marce infernali (Someone New). "Better Luck Next Life" è, in conclusione, un disco solido, forse ancora un po' derivativo, ma molto, molto ispirato. E scusate se è poco.

 

Giovanni Calvo

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