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13 dicembre 2013 , ,

The Star Pillow

VIA DEL CHIASSO / THE BEAUTIFUL QUESTIONS

2013 - Setola di Maiale

the-star-pillow-meet-bruno-romani-via-del-chiassoThe Star Pillow, il progetto di Paolo Monti (chitarra) e Federico Gerini (piano e tastiere) esce con due lavori quasi in contemporanea, ma dalle connotazioni profondamente diverse tra loro. In “Via del Chiasso” danno un'impronta free-jazz davvero marcata alla loro sperimentazione minimal-elettronica soprattutto grazie, come indicato anche in copertina, all’incontro con il jazzista Bruno Romani (già collaboratore di artisti come Detonazione, No Guru e Xabier Iriondo) al sax e flauto, che si dimostra perfettamente a suo agio nell’ambito della improvvisazione più sperimentale. Così, questo lavoro abbandona momentaneamente le spazialità elettroniche per dare slancio ad improvvisazioni dove gli strumenti, tutti acustici ad eccezione della chitarra, appaiono in solitaria, a volte in preda ad una incontrollabile frenesia, altre in uno stato di calma apparente per poi intessere tra loro dialoghi in continua evoluzione. Le atmosfere si fanno tipiche di certe ambientazioni notturne anni ’70 continuando, in un certo senso, il loro percorso di musica per immagini già intrapreso con il precedente “Fattore ambientale”. Tra i sei brani del disco spicca e si distacca, in un certo senso, Quasi Imperfetto con il suo afflato dai rimandi ad ambientazioni tra il fantasy ed atmosfere mediorientali.

 

The Star Pillow Beautiful questionsCon “The Beautiful Questions invece The Star Pillow ritornano nell’ambito delle ricerca  di una sensibilità ed intimità fatta di elettronica tra l’industrial più rallentato e l'ambient. Dopo l’inizio di On In…out, una passeggiata di trentatre minuti immersi nella bruma del mattino, si passa dalla linearità di The roots of Amazement alla destrutturazione sonora di Happy To Be Dirty. Brani di una certa lunghezza in cui può risultare difficile districarsi se non dedicandogli un ascolto attento. Certamente, non un progetto dal facile ascolto e con la pretesa di arrivare a molti, quanto piuttosto un modo di esprimere il proprio concetto di musica attraverso improvvisazioni e strutture fitte quanto invisibili.

 

Ubaldo Tarantino

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