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15 aprile 2018 , ,

Three Horns

SHANDA EP

3 febbraio 2018 - Autoproduzione

Trae ispirazione dalle orripilanti visioni della pellicola low-badget di Marco Rosson (pluripremiata all'estero e da poco disponibile in home video) “Shanda's River” il secondo EP della formazione vogherese Three Horns giunto esattamente a un anno di distanza dal lavoro d'esordio “Jackie”. Una trasposizione affidata a sonorità aggressivamente oscure quella con la quale Alessio Bertucci (chitarra e voce), Michele Romagnese (basso e voce) e Simone Gabrieli (batteria) omaggiano la sinistra vicenda ambientata nelle loro lande di origine, l'Oltrepò pavese, che vede protagonista una studiosa di stregoneria che, suo malgrado, si ritrova vittima di un sortilegio nel quale è costretta a rivivere quotidianamente il suo assassinio.

L'apertura della mini-scaletta di “Shanda” è affidata all'arrembante heavy r'n'r di Cannibal Astronotus ed anticipa gli orditi cupamente rallentati di Moratorium: Shanda's River, estrapolata dal soundtrack originale del film, si rivela con il suo altalenante incedere sospeso tra psichedelico e stoner l'episodio di spicco di un extended play che viene sigillato dalla coda R.Flight, incursione strumentale dai gotici intenti post-rock.

I Three Horns riescono a confezionare, in venti minuti scarsi di musica, un valido biglietto da visita in cui sintetizzano le proprie velleità e capacità artistiche, facendo leva su un interessante connubio indigeno tra musica e cinema. In attesa di vedere impegnato il trio alle prese con un progetto sulla lunga distanza non resta che apprezzare questa inusuale proposta che tinge di rosso le sponde del torrente Staffora di Voghera, anzi il fiume Shanda

 

Alessandro Freschi

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