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7 marzo 2016 , ,

We Are Waves

PROMIXES

5 febbraio 2016 - MeatBeat Records

Passare da “Promises” a “Promixes”. Non è solamente un semplice gioco di parole. L'EP inedito “Promixes” dei We Are Waves riparte infatti dalla coda del lavoro pubblicato poco meno di un anno fa (“Promises”) e rimastica, distorcendoli in chiave electro, quattro brani della track-list originaria. E' una velleitaria sfida artistica quella lanciata dal quartetto torinese abile per l'occasione nell'allontanarsi dalle familiari trame new wave per concentrare la propria attenzione in direzione di lidi musicali alternativamente sintetici e ossessivamente distorti. “Promixes” arriva a testimonianza di una stagione di esibizioni dal vivo nella quale il gruppo ha aperto la porta alla sperimentazione giocando con drum-machine e martellanti patterns elettronici.

 

I venticinque minuti dell'EP appaiono quindi distanti dalle atmosfere dei primi due album del gruppo; i richiami alle cult band eighties della scena new wave anglosassone (Human League, Joy Division e Depeche Mode) galleggiano ancora nelle oscure tonalità del vocalist Viax anche se finiscono ben presto inghiottite dai tagli trasversali dei synth di Cisa in un energico, quanto acido incedere. Quattro rivisitazioni interessanti -Be your own island l'episodio più convincente- alle quali viene affiancato un sincero tributo agli Smiths, quella How soon is now? scritta nel lontano 1985 da Morrisey e Marr.

Anche la scelta ricaduta sul negativo dell'istantanea dei due bambini di “Promises” come copertina, sintetizza come l'esigenza creativa dei We Are Waves sia animata dalla smania di rivestire di nuovi colori i consueti scenari musicali. Una smania di assoluta qualità a prescindere dalle tonalità usate.

 

Alessandro Freschi

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