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22 gennaio 2013

The Bidons

19 gennaio 2013, Garage Sound, Bari


the bidons liveIl 19 gennaio 2013 erano di scena al Garage Sound di Bari - un locale noto ai musicisti baresi soprattutto per essere una sala prove ma che sta recentemente e saggiamente ospitando concerti - i salernitani The Bidons.  In attività già da qualche anno, The Bidons propongono un puro e sano garage punk di ispirazione sixties,  in cui le influenze dei soliti “mostri sacri” (Sonics, Wailers, Chocolate Watchband e nuggets-ismi assortiti) non scadono mai nella riproposizione stucchevole e revivalista, ma sono shakerate con una verve spiritata che urla “FUN! FUN! FUN!” da tutti i pori. I quattro bidonisti (sono solitamente cinque, ma uno dei due chitarristi è rimasto a casa per motivi familiari) si presentano a Bari come tappa finale di un mini-tour pugliese di cinque date spezzato tra dicembre e gennaio in supporto alla loro prima fatica discografica, “Granma Killer”, un CD tutto da godere con sei tracce originali e due cover (Night Time dei Strangeloves e Be A Caveman degli Avengers).

 

In effetti, sono già diversi mesi che i ragazzi sono in giro a promuovere il disco, e tra i concerti meglio riusciti c’è stata l’esibizione in apertura dei Fuzztones nella loro unica data del sud Italia a Pomigliano d’Arco, vicino Napoli, il 28 dicembre scorso. Con queste credenziali entro nella sala concerti del Garage Sound con molte e ben riposte aspettative, ma subito mi colpisce un aspetto negativo: il pubblico, o meglio, la sua affluenza; mi aspettavo un numero non dico altissimo ma almeno nutrito di persone, e invece eravamo in una quarantina, non pochi ma nemmeno tantissimi, un manipolo di fans e di appassionati del garage e di curiosi in cerca di vibrazioni autentiche e “diverse”. La parziale delusione è solo momentanea ed è stata ampiamente compensata dalla energia irrefrenabile che i bidonisti ci comunicano. Si parte a tutto gas con il pezzo lead dithebidonslive Granma Killer, Out of Our Brain, e si capisce subito che rispetto alle esibizioni senza gloria di tante bands che vengono in tour in Puglia, qui è tutta un’altra musica. 

 

Si va avanti praticamente senza interruzioni per oltre un’ora di concerto: energia a mille, acceleratore sempre a tavoletta, un approccio adolescenziale e spontaneo, divertito e divertente, con un mix di pezzi originali (quelli da GranmaKiller  più altri pezzi inediti, che verrano inclusi nel prossimo lavoro discografico già in programma)  e covers, mai fotocopiate ma sempre rivitalizzate, tra cui le due del disco più Shake di Sam Cooke, Out of Our Tree dei Wailers, Psycho e Strychnine dei Sonics e You’re Gonna Miss Me dei 13th Floor Elevators.  E’ durante queste ultime due che accade l’irreparabile e l’imprevisto: il gruppo mi invita a cantare con loro, ed io mio malgrado accetto concedendo alla platea una strofa per ciascuna delle due canzoni. La sezione ritmica è compatta e impeccabile, con Ezio Marinato e Giovanni Schirru a formare l’ossatura granitica e inscindibile della band, e Nico Plescia alla chitarra bada al sodo, rivestendo i pezzi di ritmica serrata, riff e assoli semplici ma efficaci. 

 

Ma è il cantante, Albino Cibelli, il vero mattatore della serata:  scatenatissimo, Albino tiene il palco come pochi, canta, salta, si agita, recita, mima, non sta fermo nemmeno un momento, e ci trascina tutti, band e audience, in un rito pagano elettrizzante che thebidonslivetrasfigura la realtà e ci porta nella dimensione più alta e altra del rock and roll, quello vero, lontano anni luce dalla plastica e dalla artificialità di tanto rock “ufficiale”, o dalla vuotaggine espressiva di tanta pseudo-avanguardia alla ricerca della originalità a ogni costo.  Un eccesso retorico, il mio?  Forse.  Di sicuro c’è che non capita spesso di ascoltare gruppi che dal vivo riescono a infondere così tanta energia positiva al loro pubblico. 

 

Albino finisce il concerto a terra, a torso nudo e in bretelle, cantando una versione “a cappella” di People Are Strange dei Doors, con il pubblico che gli balla intorno, come in una cerimonia sacra di altri tempi e luoghi.  C’è tempo solo per un bis, la scaletta prevede Gloria, ma il sottoscritto chiede a squarciagola Making Time dei Creation, e i bidonisti accolgono con piacere la mia richiesta.  E’ il finale perfetto di una serata indimenticabile. Nella conversazione che ho avuto con il gruppo subito dopo il concerto, sentivo Nico Plescia, il chitarrista, parlare con una leggendathe bidons vivente del 60s garage revival barese di cui non farò il nome.  Nico sosteneva che la scelta dei Bidons di suonare cover “classiche” di sixties garage fosse dettata dalla necessità di “omaggiare” il genere e i suoi capostipiti:  non sono d’accordo,  non è così;  sabato sera sono stati i Bidons a omaggiare nel migliore dei modi il rock and roll allo stato puro e la musica tutta. (“Granma Killer” è scaricabile dal Bandcamp della band, qui sotto pubblicato) 

Massimiliano Demata

Foto (psych) 2-4 di Claudia Laricchia, foto 3 di Sux Giovane

 

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