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17 aprile 2012

Il Teatro degli Orrori

14 aprile 2012 , Flog Auditorium, Firenze


Il Teatro Degli Orrori CONCERTIIl Teatro degli Orrori sono il miglior gruppo rock italiano del momento e degli ultimi anni. Come altro definire un gruppo capace di dare alle stampe tre lavori della fattura e calibro di "Dell'impero delle tenebre"(2007), "A sangue freddo" (2009) e l'ultima odissea rock dedicata all'immigrazione a titolo "Il mondo nuovo"(2012)? Ma tutto questo non sarebbe niente se non vi corrispondesse un live-act  all'altezza della situazione, cosa che spesso fa la differenza tra un bravo gruppo di studio ed una band di caratura superiore. Questa intro per parlarvi di un altro memorabile show del gruppo di Pierpaolo Capovilla, svoltosi l'altra notte in quel di Firenze, al Flog Auditorium. Il già poderoso impianto sonoro della band trevigiana è stato in questa occasione irrobustito da una duplice aggiunta, Marcello Batelli (Planet Brain, Non voglio che Clara) alle chitarre e Kole Luca (2 Pigeons) alle diavolerie elettroniche, oltre ai soliti 4 noti, Capovilla, Gionata Mirai alla chitarra solista, Giulio Favero al basso e Salvio Sibillo alla batteria.

 

Verso le 22.30, il solito orario idiota degli spettacoli italiani, che anzi iniziano spesso anche più tardi, con alle spalle un enorme  lenzuolo con l'effige dell'ultimo lavoro, quel volto orribilmente deformato, si è aperto con  Rivendico un concerto che molti si ricorderanno qui a Firenze. Gran parte della scaletta è stata riservata a “Il Mondo Nuovo”, e non poteva essere diversamente, eseguito nella quasi totalità con l'eccezione - ma Capovilla lo aveva annunciato - della splendida Cuore d'oceano:  in pratica Pier Paolo ha rifiutato il confronto con Caparezza, autore del brano, dimostrando grande umiltà e smentendo certe accuse di presunzione che misteriosamente gli vengono talvolta attribuite.   Il pubblico, in gran parte giovanissimo, ha preso il concerto come un’ occasione irripetibile per pogare, scatenandosi già dall'avvio per non fermarsi quasi mai, una vera audience da concerto hardcore-punk, anche se con questo genere il TDO ha davvero poco da spartire.

 

Il sottoscritto che nella griglia di partenza (!) era inizialmente quinto-sesto, si è ritrovato velocemente nelle retrovie, bei tempi quando avevo vent'anni, è il primo pensiero che mi ha invaso. Quello che mi resta misterioso capire è se questa enorme folla di teenagersil teatro degli orrori CAPOVILLA vocianti e scalpitanti riesce a recepire il messaggio che il frontman del TDO propina loro tra un pezzo e l'altro: dubito che a molti interessi, e sto parlando anche dei testi delle songs, di poeti russi, di Gramsci e Pasolini,  di sermoni sulla fame in Africa o su biechi sfruttatori d'anime, ma tant’è, sarei ben lieto di sbagliarmi.  Tornando alla musica, da notare l'inizio segnato da dieci canzoni dall'ultimo disco, interrotto solo da E' colpa mia, pezzi che nonostante il non facile ascolto sono accolti ed eseguiti molto bene dalla band, da segnalare la toccante esecuzione di Ion, pezzo che sta molto a cuore a Capovilla, visibilmente commosso al termine della stessa.

 

Molto gradito il break di Direzioni Diverse, brano che non sempre viene presentato dal gruppo, versione un tantino sciupata dalle elettroniche di Kole Luca, davvero fuori luogo nel contesto della musica del TDO. Lo stesso Pier Paolo, al solito camicia e giacca nera, arrivato a questo punto dichiara ‘ed adesso cominciamo a fare sul serio’ come se finora si fosse scherzato. Come un temporale estivo e con un’ accelerazione improvvisa arrivano in rapida sequenza E lei venne! e Compagna Teresa, quest'ultima cantata a pugno chiuso, ahimè da pochi, e con sentita dedica di Capovilla alle donne, in particolare a quelle partigiane: qui al vostro cronista viene in mente un certo personaggio della scena italiana che non mi degno di nominare, speriamo soltanto che Pier Paolo sia un tantino più onesto e sincero. In ogni caso uno dei momenti più alti del concerto. Lo stesso frontman, in serata di grazia - ma quando non lo è? - si è esibito più volte in una delle sue specialità, lo stage diving, la navigazione sopra le braccia, una specie di surf sulla folla, un atto di amore e devozione alla propria audience: Iggy Pop ne è stato a  suo tempo un autentico pioniere.

 

il teatro degli orrori LIVEDopo un primo set già di per sè abbondante, il Teatro Degli Orrori decide che si può seguitare fino a notte inoltrata, nell'encore scorrono quindi Io cerco te, la solita splendida Canzone di Tom, sempre presente nella loro scaletta, la bella Il Turbamento della gelosia dal primo disco, l'inevitabile A sangue freddo, al solito molto sentita e coinvolgente, seguita da Lezione di musica, sempre dall'esordio, che chiude alla grande un esibizione che ricorderò a lungo. A questo punto guardo l'orologio, è quasi l’una di notte, questo vuol dire che il TDO ha suonato ben oltre le due ore, una cosa davvero inusuale per le band nostrane, che dopo un’ oretta di show sono in debito d'ossigeno e non vedono l'ora di smontare il tutto e mandare la gente  a casa. Soli gli storici e stoici Nomadi ed i gloriosi Litifiba degli anni ottanta potevano vantare un simile alto livello di durata-qualità complessiva. Altro non c'è da aggiungere a parte ringraziare ancora una volta i ragazzi della Flog, elogiati dallo stesso Capovilla, che nonostante l'auditorium non abbia certo un’ acustica ideale stanno facendo davvero un ottimo lavoro, proponendoci una serie di serate davvero encomiabili. 

 

Fotografie di Ricardo Martillos

 

Ricardo Martillos

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