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29 giugno 2017

Silvio Ricci

Hard Rock Emotions

Uscita: 24 Marzo 2017 - Lulu-Amazon-StreetLib/Cartaceo-E book-366 pagine-Euro 22

ricci

 

Silvio Ricci racconta a Distorsioni il suo secondo libro, appendice e integrazione del primo, "Hard Rock Story", uscito nel 1986 su Gammalibri (foto sotto a destra). (P.B.)

 

"Hard Rock Emotions" è un libro che racconta il rock duro in tutte le sue diramazioni a partire dagli anni Sessanta per arrivare ai giorni nostri. E' il racconto di un appassionato non più giovane che ha vissuto il sogno della musica come viaggio. Viaggio a ritroso nel tempo per riscoprire i dischi importanti e anche quelli apparentemente minori. Viaggio nelle grandi città del nord Italia ma anche a Londra per trovare i dischi che non arrivavano nei nostri negozi. Viaggi avventurosi anche per andare a vedere i concerti che non arrivavano mai vicino a casa nostra. Emozioni che oggi con internet sono in qualche modo ridisegnate. Non un'enciclopedia, ma appunto un racconto, un "romanzo elettrico" in cui si narrano tante storie di cantanti, chitarristi, formazioni, correnti e sottocorrenti, dischi epocali ed esibizioni dal vivo leggendarie.

 

hardHard rock come attitudine e non come genere definito negli anni Sessanta. Hard rock come genere sempre più caratterizzato stilisticamente negli anni Settanta. Ma anche tante influenze diverse all'interno delle dure maglie del suono iperamplificato: blues, psichedelia, funky, country, folk, punk...tutto si ibrida con le sonorita' dell'hard rock. Poi gli anni Ottanta, l'epoca in cui l'hard rock si chiama ormai heavy metal rock e acquisisce consapevolezza definitiva di genere. Si accentua il senso di appartenenza, nasce la"fratellanza metallica", nei negozi di dischi e nelle riviste musicali nascono i settori dedicati. I grandi raduni concertistici degli anni Sessanta/Settanta come Woodstock, Isola di Wight e California Jam vedevano artisti di diversi generi esibirsi nello stesso cartellone. Con il primo Monsters of Rock di Donnnington del 1980 nascono i festival dedicati esclusivamente al rock duro e puro.

 

Apparentemente questo senso di appartenenza sembra condurre a un appiattimento stilistico. Il metal sembra chiudersi in se stesso. Ma dura poco. Presto tutto torna a ibridarsi con altre suggestioni. Punk, alternative, grunge, ancora blues e funky, e tante altre hardcose. Anche l'Italia fornisce validi contributi, e va sottolineato il coraggio artistico di band che decenni fa hanno proposto sonorità e attitudini che non appartenevano alla cultura popolare del nostro Paese, a differenza dell'America e dell'Inghilterra. Poi i vari sottogeneri, le diramazioni, le ambiguità. L'hard che nasce come musica piena di vitalità e di energia spesso positiva, ma che a un certo punto si colora di colori oscuri e si ammanta di fosco e plumbeo disagio. Musica sempre espressione dei propri tempi. Attitudine ribelle, rottura degli schemi, questo è l'hard rock. Ed è per questo che questo genere ci sarà per sempre.  

 

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