Migliora leggibilitàStampa
28 giugno 2014 , ,

Howler

WORLD OF JOY

2014 - Rough Trade
[Uscita: 25/03/2014]

howler coverJORDAN Gatesmith, leader, cantante e chitarrista di questo quartetto proveniente dalla feconda Minneapolis, che ha dato i natali al buon vecchio Prince e, avvicinandoci di più ai nostri lidi distorti, a Husker Du e Replacements, è un diciannovenne precoce che non ha perso tempo: “World Of Joy” è già il secondo lavoro che i  suoi Howler danno alle stampe, oltretutto per la prestigiosa, storica etichetta Rough Trade. Ventotto minuti, tanti sono quelli che compongono l’album. Durata inusuale, quindi, in un periodo in cui si sfrutta tutta la capienza dei CD, magari ficcandoci dentro avanzi di magazzino, outtakes, varie ed eventuali. Dieci pezzi brevi, spesso sotto i tre minuti, per un suono che affonda radici nei lontani sixties, ma paga il suo tributo ai concittadini Huskers e Replacements. C’è dentro il garage punk delle origini, ma anche il post punk fine anni ’80, certo pop intinto nel feedback, spruzzate di jingle-jangle, addirittura echi lontani dei mai abbastanza lodati Ramones, forse a causa della tonalità vocale di Gatesmith. Al’s Corral è l’opener, che parte pulito per crescere in marcia, seguito da Drip, garage potente attraversato da sciabolate di feedback, quindi Don’t Wanna, una ballatona byrdsiana suonata con il distorsore, a cui è stato affidato il compito di anticipare l’album sul canale VEVO dei nostri ragazzi. Si prosegue con Yacht Boys, pezzo strano, farcito di rumorismo, uno dei nostri preferiti, quindi il classico garage di In The Red ritorna nel “mainstream”, ma non delude affatto. È poi il turno della “title track”, che esplora il cotè psichedelico, seguita da Louise, pop rumoroso, da Here’s The Itch That Creeps Through My Skulls, che ha un certo sapore di Smiths non solo nel titolo. Indictment e Aphorismic Wasteland Blues: il primo ha qualcosa a che fare con certo shoegaze, tra coretti pop e rumori di fondo, il secondo è decisamente sotto tono, forse uno degli avanzi di cui parlavamo prima. Tutto considerato, gli Howler non sono probabilmente il futuro del rock, ma questa mezz’ora scarsa non è assolutamente inutile, anzi, c’è personalità e potenza in molti dei brani.

 

Voto: 6.5/10
Luca Sanna

Video

Inizio pagina