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21 luglio 2012 ,

Epic Soundtracks

WILD SMILE

2012 - Troubadour/Easy Action
[Uscita: 14/05/2012]

Epic Soundtrack WILD SMILE # Consigliato da DISTORSIONI

 

E’ vero, molto meglio un disco originale nella sua integrità che un’antologia, buona al massimo per un ascolto svogliato in auto, ma questo è un caso che merita tutta la nostra attenzione: infatti nel primo cd sono comprese 20 tracce tratte dai 3 album che Epic compose in vita, 4 da “Rise Above”, 5 da “Sleeping Stars” e da “Change My Life” più 3 da “Everything Is Temporary” e da “Good Things”, album che il fratello Nikki Sudden ha curato dopo la morte di Epic avvenuta nel novembre 1997; album tutti di non facile reperibilità e mai più ristampati. Ecco quindi l’occasione di ascoltare una selezione ben fatta - certo in questi casi qualche rammarico per qualche esclusione è sempre inevitabile - e ben rimasterizzata che rende il meritato tributo ad uno dei grandi artisti perdenti del rock. Ma a farci considerare davvero impedibile questo “Wild Smile” è il secondo cd di materiale inedito che contiene versioni alternative, live, outtakes di straordinaria qualità e forza espressiva. E se a questo aggiungiamo che viene venduto al prezzo di un cd, in un’essenziale, ma elegante edizione cartonata con un bel libretto, ricco di informazioni, foto e di una bella e toccante testimonianza del suo amico Carl Coleman, ne consegue che “Wild Smile” è proprio un’occasione da non perdere.

 

Epic Soundtracks, vero nome Kevin Godfrey, fondatore con il fratello Nikki Sudden, anche lui scomparso nel 2006, dei post punk Swell Maps e poi nei Jacobites, Crime And The City Solution e These Immortal Souls, prima di dedicarsi completamente al piano e a una troppo breve carriera solista, ha sofferto in vita della scarsa considerazione da parte del pubblico, anche se stimato da gente del calibro di Alex Chilton, Robert Wyatt, J. Mascis, Lee Ranaldo, Kim Gordon che con lui hanno collaborato. Questa potrebbe essere l’occasione giusta per avvicinarsi alle sua canzoni: pop songs belle, struggenti, colonna sonora della malinconia metropolitana, canzoni dell’attesa e della solitudine, stillate da un’anima fragile e sensibile. Basta un piano e la sua voce a rendere indimenticabili Meet Me On The Beach o Something Under The Sky, perfino più belle in queste versioni scarne ed essenziali contenute nel secondo cd, rispetto a quelle ben arrangiate che videro la luce nei dischi ufficiali.

 

C’è nel modo di comporre di Epic quella straordinaria, apparente semplicità che è di geni come Brian Wilson nel creare melodie che ti sembra di aver conosciuto da sempre, che si dipanano naturalmente fra le tue sinapsi, ma che lasciano il segno nel profondo dell’anima. Inutile dilungarsi sulle singole canzoni, non c’è che l’imbarazzo della scelta, ricchi di pathos anche i brani strumentali, ma segnaliamo almeno le quattro canzoni registrate in Germania nel suo ultimo concerto, un mese prima di morire con una Unfaithful Arms da groppo alla gola, e la conclusiva Jelly Babies, tratto dal singolo registrato nel 1981, perla Rough Trade con il solito monumentale Robert Wyatt alla voce.

 

Ignazio Gulotta
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