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13 settembre 2017 , ,

Mumpbeak

TOOTH

2017 - RareNoise Records-Goodfellas
[Uscita: 23/06/2017]

Inghilterra-Norvegia-Italia

 

41Qs1O866pLLa spigolosità del math rock, geometrie zappiane, sussulti canterburyani, fraseggi jazz, atmosfere fusion, momenti prog e rumorismi avant-garde. C’è tutto questo e anche di più nei quaranta minuti di “Tooth” secondo splendido album, dopo l’omonimo del 2013, dei Mumpbeak, spettacolare trio, tastiere, basso e batteria voluto da Roy Powell, prodigioso tastierista inglese (già con Interstatic e Naked Truth) trapiantato a Oslo. Norvegese è anche il pirotecnico e fenomenale batterista (siamo sicuri che non abbia quattro braccia?) Torstein Lofthus, già ascoltato con Shining e Elefant 9, mentre al superlativo basso ritroviamo la vecchia conoscenza italiana Lorenzo Feliciati (anch’egli Naked Truth con Powell, Cuong Vu e Pat Mastellotto, collaboratore di decine di altri artisti italiani e stranieri e protagonista di ottimi album solisti). 

Mumpbeak foto 1Per gran parte dell’album Powell usa l’hohner clavinet modificato con uno speciale registro quasi “chitarristico”, senza però disdegnare hammond  e moog che in più di un momento disegnano multiformi e colorati arabeschi.

Si va dalla torrenzialità di brani quali Saw (con wah-wah a manetta e drumming vorticoso), Stone -Feliciati protagonista e testimone dell’impossibile incontro tra Miles Davis e Keih Emerson- a episodi come Caboose, che dopo una prima parte eterea e rumorista come il naufragio di una nave, si apre inaspettatamente a un jazz quasi caraibico dove la tastiera, più che alla chitarra, si ispira ai fraseggi di un sax sinuoso e serpeggiante.

Frank Zappa e la Mumpbeak foto 2Canterbury School li ritroviamo invece nelle spezzettature e le angolosità di Boot che apre l’album e nell’assolo vorticante di Cot. Slip, con la sua lenta struttura concentrica e a spirale, si differenzia un po’ dal resto di un album bellissimo dove i due ritmi stravolgono il concetto di comprimarietà rendendosi protagonisti al pari di Roy Powell della realizzazione di un disco spettacolare che sfiora l’eccellenza. 

 

Voto: 8/10
Maurizio Pupi Bracali
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