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25 novembre 2012 ,

True Bypass

TOBY

2012 - Jezus Factory Records / Rough Trade / Audioglobe
[Uscita: 19/11/2012]

True Bypass TOBY 2012 – Jezus Factory Records / Rough Trade / Audioglobe # Consigliato da DISTORSIONI

 

Evidentemente il duo va molto di moda oggi in ambito indie, quest’anno ho già recensito Stagnant Pool, Adele & Glen, Rue Royale, Me  And My Drummer, Almost Charlie, Memoryhouse, Tall Firs ed ora tocca a questi True Bypass, duo formato dall’olandese Chantal Acda e dallo scozzese Craig Ward, entrambi da tempo stabilitisi in Belgio e con una più che decennale esperienza in band come Sleepingdogs e Isbells lei, The Love Substitutes e soprattutto dEUS lui. Anche questo loro secondo disco esce per la JezusFactory, etichetta specializzata nella musica alternativa belga. Bella la copertina con l’immagine di una tastiera di macchina da scrivere, immagine che ha un legame con il disco, infatti “Toby” nasce dalle liriche, basate sulla vita privata di Chantal, ma scritte dal suo amico Toby Litt, scrittore inglese del quale in Italia sono stati pubblicati due romanzi “Un ragazzo a pezzi” e “Ritrovarsi”, solo successivamente sono state scritte le musiche di queste otto canzoni. Chantal Acda si è trovata così nella strana situazione di interpretare testi scritti da un altro, ma che parlano di lei, scavano nella sua vita e indagano nel suo più intimo sentire.

 

 

Canzoni intimistiche, riflessive, quiete, direi quasi rilassanti, con protagonista la voce di Chantal Acda, fragile, tenue, carezzevole e amichevole, che canta con amorevole intensità e partecipazione i versi di Toby Litt, e che si fa talvolta accompagnare dalla voce  maschile, calda e intensa di Craig Ward, mentre gli arrangiamenti, basati essenzialmente sugli arpeggi delle chitarre acustiche, e senza sezione ritmica, sottolineano e accompagnano il mood del disco oscillante fra dolcezza e tristezza, particolarmente riusciti gli inserimenti del corno, presente in diverse canzoni, suonato da Gerd Van Mulders che offre coloriture cangianti, ora inquiete ora serene, alla musica. Ma da sottolineare anche il canto finale dei bambini e il loro battere le mani in What Do You Think The Chances Are?, la marimba in You Knew e in Trappers o il ritmo da ninnananna della conclusiva Would You che danno un tocco di innocenza e ingenua sincerità, rimandandoci al mondo gioioso dell’infanzia, al pari dei disegni infantili che impreziosiscono l’artwork del disco e il video di You Knew.

 

 

Certo mai come in questo caso sarebbe importante associare la musica ai testi, tanto sono strettamente legati allo scopo di offrire un rapporto confidenziale fra artista e ascoltatore, si ha infatti la sensazione di essere parte di un’intima confessione, spesso anche aspra e mai autoindulgante, «non devi sentirti così triste per me, non sono davvero così bella», questi versi possono essere presi a simbolo dell’intero disco, un disco amabile e sincero, se vi è piaciuto quello di Rue Royale, Toby non potrà che conquistarvi.

Ignazio Gulotta

Video

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