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21 maggio 2017 , ,

Mac DeMarco

THIS OLD DOG

2017 - Captured Tracks
[Uscita: 05/05/2017]

Canada   #consigliatodadistorsioni     

 

mac de marco Tempi duri per i songwriters, soprattutto se ad accompagnarti c’è solo una chitarra e poco più. Il rischio, si sa, è quello di risultare scontati. Ma se il tuo nome è Mac DeMarco le cose stanno diversamente. L’ultima pubblicazione risale al 2015, quando il polistrumentista canadese dava alle stampe il suo secondo mini-LP. “Another One”, registrato in poco più di una settimana interamente nella sua casa di Far Rockaway, Queens, New York, metteva ancora più a fuoco lo stile di Mac e il suo amore nei confronti di certo pop eccentrico. Il risultato era tutto racchiuso in otto brani per una ventina di minuti in cui DeMarco faceva tutto da solo, passando dalla chitarra al basso, dalle tastiere alle percussioni. Questo nuovo lavoro, anticipato dal singolo che dà il titolo al disco, e ancora una volta sulla ottima Captured Tracks, giunge a distanza di tre anni dall’ultimo full-lenght, e nasce durante il periodo in cui il nostro abbandona il Queens per trasferirsi a Los Angeles.

L’iniziale My Old Man è il biglietto da visita che mette subito le cose in chiaro: il DeMarco burlone dei lavori precedenti è in parte accantonato a favore di un songwriting più mac de marco 0009656259_10personale e introspettivo. Forte di un suono affinato nel tempo e riconoscibile in pochi tratti, DeMarco viaggia ancora una volta in ‘solitario’, concentrando le proprie forze su brani acustici per sola chitarra, a cui si aggiungono un sintetizzatore e una timida drum machine. L’adattamento alla nuova città prende forma in una serie di canzoni dal tiro formidabile, attestanti un songwriter maturo, riflessivo e profondo: For The Firstime, ballata di rarefatta bellezza, One Another, uno dei pezzi migliori del lotto, One More Love Song  arriva dritta al cuore. C’è anche posto per la brevissima Sister, e una A Wolf Who Wears Sheeps Clothes in cui sbuca un’armonica a bocca. Sempre in bilico tra jangle pop e un folk dalle sfumature psichedeliche, il nostro confeziona un lavoro mac de marco maxresdefaultminimale che pare non avere punti deboli.

Un disco genuino, ricco di ottime soluzioni e canzoni autobiografiche, un racconto di famiglia insomma. Ancora: On The Level vira fascinosamente verso sfumature lounge-jazz, Moonlight On The River sfoggia soft rock atmosferico, esplodendo poi lungo sette minuti in una serie di feedback. Nel finale affidato a Watching Him Fade Away, De Marco mette da parte la chitarra per un brano solo voce e tastiera, una chiusura perfetta.  

 

Voto: 7/10
Michele Passavanti

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