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7 febbraio 2012 , ,

Vermillion Sands

SUMMER MELODY – 7″

2012 - Shit music for shit people
[Uscita: 11/01/2012]

Abbiamo già scritto qui su Distorsioni di come J.G. Ballard, grande scrittore fantastico inglese, abbia ispirato l'immaginario della musica rock e di come tra le sue creazioni più geniali ci sia il bizzarro universo parallelo ambientato nella località chiamata Vermillion Sands. Ben due gruppi rock hanno preso il nome da questo ciclo di racconti: il primo è un gruppo progressive giapponese, il secondo, di cui ci occuperemo in questo articolo, è ben più vicino a noi, provenendo infatti da Treviso. Ascoltandoli però mai si penserebbe ad un gruppo italiano, se non per il gusto melodico molto presente: i suoni acidi e taglienti sanno molto più di provincia americana  e anche la voce particolare di Anna Barattin fa pensare ad una teenager a stelle e strisce. Il gruppo è stato formato nel 2008 da Anna che è anche l'autrice dei brani e dal bassista Nene, raggiunti poi da Krano (chitarra) e Caio (batteria) ed ha pubblicato vari ep, anche per etichette straniere di culto come Sacred Bones e Fat Possum ed ha pubblicato nella primavera del 2010 un CD omonimo per l'etichetta tedesca Alien Snatch.

 

Nelle prime prove la musica suonata dai Vermillion Sands è un gradevole misto tra garage, psichedelia e beat. A chi è anziano come me potrebbero ricordare i grandissimi Not Moving, ma è assente il lato dark del gruppo piacentino. Canzoni come Miss my gun, Mary, In the wood, mostrano la piacevole vena compositiva di Anna e compagni,  che hanno appreso molto bene la lezione dei maestri californiani e non solo. In attesa del secondo CD che uscirà nel corso dell'anno i Vermillion sands pubblicano in sole trecento copie (quindi sbrigatevi a comprarlo!) presso l'etichetta  Shit music for shit people un sette pollici con due brani, Summer melody e A sweet bitter winter che mostrano il gruppo in buona forma. La vena melodica si accentua e c'è un aria sbarazzina alla Serge Gainsbourgh. I sotterranei del pop italiano pullulano di gruppi in crescita continua come professionalità e capacità compositiva. Sottovalutare un gruppo come i Vermillion sands a favore di personaggi creati dalle fanzines americane e incensati anche dai critici nostrani troppo esterofili sarebbe un errore imperdonabile!  

Alfredo Sgarlato
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