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24 giugno 2013

Smith Westerns

SOFT WILL

2013 - Mom & Pop Music
[Uscita: 25/06/2013]

Smith Westerns SOFT WILL 2013 – Mom & Pop MusicQuando hanno debuttato passavano ancora le loro giornate fra i banchi di scuola, adesso dopo quattro anni eccoli giunti al loro terzo lavoro, gli Smith Westerns sono un trio formato dai due fratelli Cullen, chitarra ritmica e voce, e Cameron Omori, basso, e dal loro amico Max Kacacek, chitarra, piano, sintetizzatori, per queste registrazioni, oltre agli immancabili coristi, alla batteria c’è Julien Ehrlich. Provengono da Chicago e il loro esordio è stato pubblicato dalla HoZac etichetta indipendente della loro città. Band giovane, musica fresca, sbarazzina, i primi due lavori soprattutto flirtano con il garage e il  glam-rock di band inglesi come T.Rex e Mott The Hoople, testi semplici ed essenziali con tematiche e tormenti tipicamente adolescenziali, vocine in falsetto, cori, suoni vintage sono tutto quello che ci si deve aspettare dalla loro musica. Ora con questo terzo album il terzetto è cresciuto e inizia a distaccarsi dai modelli del passato per dedicarsi ad un dream-pop solare, arioso con qualche venatura malinconica. E’ questo l’album della svolta per la band di Chicago, i ragazzi sono cresciuti e nel disco si respirano i timori e le ansie del cammino verso l’età adulta, ed anche la musica vira verso modelli di ispirazione diversi. Non è più tanto Marc Bolan quanto i Beatles e in particolare George Harrison e Paul McCartney, la cui voce è spesso rievocata dal canto di Cullen Omori, ma anche il brit pop degli Oasis.

 

Non c’è dubbio che gli Smith Westerns abbiano una buona abilità nel creare melodie e ritornelli che ti si imprimono immediatamente nel cervello e mantengono anche in questo “Soft Will” quel carattere frizzante e adolescenziale che è un po’ la loro cifra stilistica, sottolineata da un sound estremamente lineare, classicamente pop. Ma gli arrangiamenti risultano a volte ridondanti, in particolare chitarra e tastiere col loro suono sembrano riempire ogni spazio e ogni secondo sfiorando il limite del fastidioso. Il disco è prodotto da Chris Coady che ha già prodotto il loro precedente “Dye It Blonde” e lavorato con Beach House, Tv On The radio, Yeah, Yeah, Yeahs. Forse un lavoro di produzione che mirasse ad un suono più essenziale, più scarno, che facesse un’ opera di sottrazione avrebbe giovato alla musica e valorizzato la capacità di scrittura dei nostri. Perché se il tono epico funziona nella strumentale XXIII dagli echi pinkfloydiani, in altri casi risulta troppo enfatico. Fra i dieci brani quelli che si fanno preferire sono la ballata Cheer Up, con la chitarra che suona, simile a una steel, evocativa e malinconica, Varsity, inquieta introspezione sugli amori giovanili, in cui il dream pop si vena di coloriture glam.e l’iniziale beatlesiana 3am Spiritual.

Voto: 6,5/10
Ignazio Gulotta

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