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2 dicembre 2013 , ,

Unmap

PRESSURES

2013 - Sinnbus / Audioglobe
[Uscita: 2/10/2013]

Unmap PRESSURESAlbum di debutto per i berlinesi Unmap, il gruppo si è formato intorno a Marichen Danz che insieme ad Alex Stolze ha iniziato a creare musiche come colonna sonora per le sue performance artistiche, ma a poco a poco il progetto musicale ha preso piede, catturato l’interesse dei due e del pubblico e così si sono aggiunti Matthias Geserick al basso e Thomas Fietz alla batteria elettronica, dando vita agli Unmap. Marichen Danz è responsabile delle liriche e canta, Alex Stolze suona violino, synth, piano, chitarra, programmazione e seconda voce. Il disco è stato coprodotto dagli stessi Unmap e da due nomi di punta della scena elettronica tedesca, come Nakt e Marco Haas (aka T.Raumschmiere). Gli elementi che contribuiscono alle musiche delle undici tracce qui contenute sono vari, innanzitutto il trip hop vicino alle atmosfere dei Massive Attack di “Mezzanine”, l’electropop per il gusto della melodia, l’hip hop che affiora qua e là nell’uso della voce (per esempio in un brano davvero bizzarro come la conclusiva ABC (The HierarchY Of The Alphabet) nella quale il testo è costituito in gran parte dalla declamazione con una certa ambigua sensualità delle lettere dell’alfabeto), il soul che offre pathos e calore ai brani.

 

La componente elettronica non ha comunque quel ruolo preminente che ci si sarebbe potuti aspettare, ma si equilibra con il suono degli strumenti che nella loro varietà rendono gli arrangiamenti mai scontati o prevedibili. Si può così passare dall’esplosione di chitarre distorte in Altar ai violini e al piano di Monkey Effort,  al suono del clavicembalo in When To Lead And When To Follow, Unmap PRESSURES alle cupe percussioni di Wire Rule. Ma il fulcro della musica di Unmap è la voce, autentica protagonista del disco. Infatti il canto di Marichen Danz si fa apprezzare per il timbro setoso, caldo accompagnato da toni scuri e ombrosi e da una sottile vena di sensualità che la rende accattivante anche nei momenti in cui le canzoni prendono una piega ansiogena, si ascolti Purify o Monkey Effort. I testi raccontano aspetti della nostra contemporaneità, come il modo in cui si esplica il potere, il colonialismo, le barriere di pensiero, di religione o linguistiche che si frappongono fra gli esseri umani, storie di paranoia espresse spesso in un linguaggio criptico. Un debutto interessante con quell’intellettualismo radicale così tipico della capitale tedesca, un gruppo da seguire e ascoltare con attenzione.

 

Voto: 7/10
Ignazio Gulotta

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