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30 ottobre 2018 , ,

Sundays & Cybele

ON THE GRASS

2018 - Guruguru Brains Records
[Uscita: 05/10/2018]

Giappone

 

a3708945429_16I nipponici Sundays & Cybele avevano già pubblicato per l'etichetta Guruguru BrainGypsy House” (2015) per poi passare alla newyorchese Beyond Beyond Is Beyond con “Chaos & Systems” (2017), anche se nel mezzo ci sono stati alcuni dischi autoprodotti e fatti circolare con parsimonia carbonara, tra cui “Heaven” (2016) e “Enter The Mirror” (2017) monitorato però da Nik Rayne (The Myrrors) e poi uscito sulla sua etichetta Sky Lantern Records. A nome Tsubouchi with Kakkoii Wakamono Tachi i membri dei Sundays & Cybele hanno anche realizzato un ulteriore collezione di jam dal titolo “Like A Flower, Like A Wind” (2017). A tenere le fila di una così straripante creatività è il cantante e chitarrista Kazuo Tsubouchi, spesso e volentieri proprio produttore dei dischi della band, improvvisandosi anche ingegnere del suono e registrando in presa diretta i lavori dei Sundays & Cybele. Per “On The Grass” invece le cose si sono svolte diversamente e la band ha registrato a Tokyo allo Tsubame Studio di Go Kurosawa, fondatore di Guruguru Brain e batterista dei Kikagaku Moyo, con l’aiuto di Yui Kimijima. Tsubouchi, da sempre autore delle note che accompagnano gli album dei Sundays & Cybele, non ha mai nascosto l’intenzionalità di realizzare una musica retrò e passatista e né ha risparmiato epigoni forse eccessivi da accostare alla band, dagli Acid Mother Temple, Ash Ra Tempel, Amon Düül II fino ad altri più improbabili come i Dead Boys.

 

Per “On The Grass”  la band chiama direttamente in causa i Pink Floyd di “Dark Side Of The Moon”, a cominciare dall’iniziale Young Soul, che sciorina riff dell’album della band britannica. Le cose non migliorano con la suite Arms #1/#2 che prima gioca su 0008557537_10campionamenti ed elettronica (On The Run, One Of These Days) per passare poi a una cantilena di melodrammatico folk rock sui generis. Tendenza su cui si insiste suscitando imbarazzo nell’estenuante ballata The End Of Summer Burning Flag, City Of Bubble, Spine Of Cloud: in altri momenti la band cerca di tenere alta la tensione rock (Incarnation) riuscendoci sporadicamente (Unbalanced). Per dedizione e devozione passatiste la band può ricordare i Bevis Frond (e gli Outskirts Of Infinity) di Nick Saloman, che però possiede grandi capacità di scrittura: quelle di Tsubouchi sono insufficienti per salvare una musica scialba e pretenziosa.

 

Voto: 5/10
Ruben Gavilli

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