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3 Maggio 2012 ,

Bérangère Maximin NO ONE IS AN ISLAND

2012 - Sub Rosa
[Uscita: 7/03/2012]

Bérangère Maximin:  NO ONE IS AN ISLAND   # Consigliato da DISTORSIONI

"No one is an island" è il secondo lavoro di Bérangère Maximin, realizzato per l’etichetta Sub Rosa a tre anni di distanza dal precedente “Tant Que Les heures Passent”, che era stato invece rilasciato dalla Tzadik Records di John Zorn. Se “Tant Que Les heures Passent” era caratterizzato da una ricerca acustica che si proponeva di raffigurare le qualità nascoste degli oggetti sonori, "No one is an island" si apre invece ad affreschi molto più ampi ed ariosi. Bérangère raccoglie i frammenti sonori che caratterizzano il nostro mondo quotidiano e li tesse in trame molto fitte. Il risultato è un flusso persistente ed ipnotico nel quale gli oggetti sonori sono manipolati, alterati nella propria struttura naturale, dilatati o pressati, quasi a volerne studiare le caratteristiche microscopiche o morfologiche.

 

'Ho colto l’opportunità di lavorare con quattro uomini straordinari', ci confida Bérangère nella presentazione dell’album e in effetti "No one is an island" si presenta con un luogo straordinario di incontri. Il primo incontro è con Frédéric D. Oberland, chitarrista dei FareWell Poetry, compagno di viaggio di Bérangère in How Warm Is Our Love, brano molto bello in cui un minimalismo palpitante cerca di farsi strada all’interno di una fluttuazione persistente. Il noto chitarrista viennese Christian Fennesz  è invece ospite in Knitting In The Air e in Bicephale Ballade, brani nei quali l’elettronica è condotta verso forme irregolari, spigolose, frammentarie, totalmente decostruite. L’elettronica si trasforma in schizofrenia in Carnaval Cannibale, brano in cui abbiamo modo di apprezzare la chitarra di Richard Pinhas, sperimentatore francese che fu allievo ed amico del filosofo Gilles Deleuze. "No one is an island" si chiude con la collaborazione straordinaria di Rhys Chatham all’interno del brano Where The Skin Meets The Bone, in cui l’elettronica minimale di Bérangère è arricchita da suggestive visioni post-moderne. Questo "No one is an island" è un lavoro raffinato, certamente di non facile ascolto, un viaggio sonoro in cui il mondo naturale è rappresentato nelle sue caratteristiche più nascoste e proprio per questo più sorprendenti.

Felice Marotta

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