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7 febbraio 2016

Suede

NIGHT TOUGHTS

2016 - Warner Music
[Uscita: 22/01/2016]

Inghilterra  #consigliatodadistorsioni 

 

Suede6f21d2Sarà anche una coincidenza, ma nello stesso mese della dipartita del compianto David Bowie, esce, già annunciato da tempo, il settimo lavoro in studio degli Suede, la band che probabilmente meglio ha saputo incarnare l’immaginario romantico dell’artista londinese del periodo glam-rock primi anni settanta. Ed il nuovo lavoro della band di Brett Anderson è all’insegna del ritorno alle sonorità dei primi due dischi (cosa che farà contenti molti fans della prima ora) con sonorità decisamente più cupe rispetto al periodo di “Head music” o “New morning”.
Già dalla iniziale When we were young, accompagnata da una parte orchestrale di notevole impatto e dalla voce di Anderson capace di raggiungere una delle vette più alte della sua carriera si capisce che aria tira. “Night toughts” si presenta all’ascoltatore come una sorta di concept album in cui le dodici tracce si susseguono senza interruzioni a raccontarci storie legate dal filo comune della depressione di No tomorrow e dell’insicurezza di I don’t know hot to reach you, What I’m trying to tell you e I can’t give her what she wants. Non mancano bei riffs in stile Suede ed episodi più pop come Like kids, No tomorrow o Outsiders ma il feeling generale che attraverso l’abum è quello più intimista di canzoni come Pale snow e Learning to be con il suo finale straniante che confluisce nel brano successivo (che ne riprende il mood nella parte terminale). Per il resto, una produzione, quella di Ed Buller fatti di cori, echi e riverberi, capaci di amplificare la dimensione di oscurità del disco in perenne oscillazione tra l’euforia dettata dall’essere giovani e pieni di aspettative all’apparenza senza limiti e la delusione dell’età adulta in cui tutto ci appare insormontabile e senza speranza.

 


suedeParlando delle tematiche e dell’atmosfera generale verrebbe da dire: il solito disco che potresti aspettarti dagli Suede, pieno di tradimenti, di passioni, sigarette fumate a pensare ai propri errori e all’incapacità di trovare altro per cui vivere se non l’amore visto come unica fonte di motore vitale (e tutto quello che ci può aspettare appena varcata la porta della camera da letto di Anderson). Ma la capacità di far suonare queste canzoni come senza tempo, come se le ferite sanguinanti appaiano appena procurate piuttosto che vecchie cicatrici riaperte, riesce a far percepire questo disco come un lavoro davvero ben riuscito ed ennesima dimostrazione, dopo il ritorno del 2013 (anche quello in coincidenza del ritorno sulla scena discografica del Duca Bianco) suede1che gli Suede hanno ancora tanto da dare a quello che, definito come Britpop, altro non è che l’esigenza e la capacità di manifestare un senso di appartenenza e legame alle radici britanniche sia sotto il profilo musicale che letterario/culturale (basti a pensare ai Beatles, agli Smiths, ai Cure che, come Bowie, hanno saputo incarnare tale spirito).
Questo ambizioso progetto è accompagnato da un film diretto da Roger Sargent, disponibile in versione DVD nell’edizione speciale dell’album. La band, inoltre, suonerà in un mini tour in giro per l’Europa (come al solito non in Italia) dove proporrà lo spettacolo già visto in anteprima alla London Roundhouse il 13 e 14 Novembre scorso.

suede2Quando Anderson e soci hanno suonato per intero questo disco rimanendo dietro ad uno schermo sul quale scorrevano le immagini del film che accompagna il lavoro, seguito poi da una seconda parte con i maggiori successi della band. Una nuova gemma nella carriera di questa band, che continua ad accompagnarci in un tour di squallidi quartieri fatti di locali malfamati, amori rubati nei parcheggi dei supermarket, e a saperci dare quello di cui continuiamo ad aver bisogno: tragedia, melodia e… rumore!

Voto: 8/10
Ubaldo Tarantino

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