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13 gennaio 2016 , ,

The Shit

N°2

2015 - Subversiv
[Uscita: 09/10/2015]

Svizzera  #consigliatodadistorsioni

 

a2168618672_16Scelgono di registrare in Italia sotto la supervisione di Matt Bordin questo loro secondo album gli svizzeri Shit, canale di scolo dove sono defluiti, senza troppo clamore, personaggi che hanno suonato o che tuttora suonano nei Queens of the Stone Age, nei Miracle Workers, nei Dead Brothers, nei Masters of Reality, negli Eagles of Death Metal, negli Untold Fables, nei Get Lost e che ha tanta merda rock ‘n roll in corpo che non sa più dove depositarla. Un bel po’ la cagano qui dentro, a tre anni dal primo album, quello con la radiografia della coppia più famosa al mondo in copertina. Poco “accogliente” è anche la copertina di questo nuovo disco, anche se la musica sembra aver trovato una sua disciplina rispetto alla furia un po’ scombinata dell’esordio.

 

Con i margini di disciplina che può lasciare un garage punk bello arrugginito che prevede un muro di chitarre (Robert Butler e Franz Hausammann quelle fisse, cui si aggiungono quelle di Pierre Omer, Christian Aregger e David Catching) bello teso e che pure stavolta viene piegato alla bisogna (Small Town Small Talk, What’s It All About) the shitpermettendo di farvi respirare, se di respirare sentite l’esigenza, portandovi addirittura su una spiaggia hawaiiana, anche se sotto l’ombra di un uccello (Another Man’s Dick) non esattamente esotico.

Ma il meglio del disco è racchiuso nelle canzoni dal taglio più garage come I Can Dig It, The Fortune Teller, Murder in July o Lookie shitThere o nelle belle Love to Get Down e What’s It All About che lasciano pronosticare un’ottima deviazione del go-kart sixties-punk verso piste più moderne, un po’ come fecero i Morlocks alla fine degli anni Ottanta o addirittura su orbite spaziali pilotate dall’EEVIAC di memoria Man or Astro-man? e che si avvicinano pericolosamente a quanto succedeva nel deserto post-kyussiano quasi un ventennio fa.     

 

Voto: 7/10
Franco Lys Dimauro

Audio

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