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5 luglio 2012 , ,

Piano Magic

LIFE HAS NOT FINISHED WITH ME YET

2012 - Saint Marie Records
[Uscita: 11/06/2012]

Piano Magic “LIFE HAS NOT FINISHED WITH ME YETLa musica può avere varie funzioni, divertire, far ballare, passatempo, consolare, commuovere, nel caso dei Piano Magic essa gioca con le pulsioni e le passioni più nascoste, ci turba, ci inquieta, penetra nei meandri del nostro inconscio e delle sue paure eppure ci ammalia e conquista per la purezza delle melodie, per l’originalità e varietà degli arrangiamenti che si muovono fra minimalismo elettronico, suggestioni etniche e atmosfere dark- wave. Chi conosce il gruppo di Glen Johnson, giunto qui all’undicesimo capitolo di una saga musicale lunga 16 anni, sa cosa aspettarsi, un suono scuro che li apparenta a gruppi come Dead Can Dance, This Mortal Coil, ma addolcito dalla purezza cristallina del canto della francese Angéle David-Guillou e da quello calmo, monocorde di Glen Johnson e una capacità di scrittura non comune. Ne è prova questo “Life Has Not Finished With Me Yet” senz’altro uno dei migliori nella loro discografia, 11 brani di pregevolissima fattura in perfetto equilibrio fra canzoni acustiche ed elettroniche.

 

Dopo la brevissima introduzione per viola, voce e campanelli di Matin, che ci introduce nell’atmosfera solenne e desolata che percorre gran parte dell’album il basso, le percussioni e la chitarra in levare dominano Judas, il tema è quello del tradimento, impreziosita dalle note orientaleggianti del clarinetto. Chitarra spagnoleggiante e un basso dall’incedere cupo e solenne, presenza comune in molti brani del disco, uniti ai toni bassi del violoncello accompagnano il canto di Johnson  in The Slightest Of Threads, l’elettronica e l’organo diventano protagonisti fra droni e percussioni lontane nella struggente Sing Something con la bellissima voce di Angéle David-Guillou; dopo la parentesi synth- pop anni '80 di Chemical (20mg), il disco prosegue con altre frecce al suo arco. La canzone che dà il titolo all’album ci narra di falliti tentativi di suicidio, l’atmosfera è particolarmente grave, gli arrangiamenti ridotti all’essenziale, ripetitivi mentre la voce di Campbell ripete ossessivamente la frase del titolo ti irretiscono fino al finale in cui è il coro che solenne ripete 'Life has not finished with me yet', un grande brano dark, funereo sul malessere esistenziale. La qualità dei brani resta sempre alta, si ascolti l’intrigante e un po’ misteriosa Jar Of Echoes, fino all’epilogo di A Secret Never Told che nei versi finali si apre alla speranza simile alla Ginestra leopardiana.

Ignazio Gulotta

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