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7 dicembre 2014 , , ,

Deerhoof

La Isla Bonita

2014 - Polyvinyl
[Uscita: 04/11/2014]

USA  # Consigliato da Distorsioni

isla“La Isla Bonita”, nuovo album dei Deerhoof corona la ventennale carriera del gruppo di San Francisco costituendone, tra l’altro, il dodicesimo capitolo discografico. Ed Rodriguez (right guitar), John Dieterich (left guitar), Satomi Matsuzaki (bass, vocals), Greg Saunier (drums, vocals) a due anni dal precedente e non del tutto convincente “Breakup Song”, vantano pur sempre un’originale formula di  indie rock evoluto, articolato  tra noise-pop e post-rock con licenza di spaziare ovunque la fervida creatività li conduca, essendo invero musicisti dotati di buona attitudine tecnica. Paradise Girls apre meccanica di intrecci chitarristici e ripetizioni vocali in un crescendo di ritmiche minimal. Con finale di ugola jap e ciglia finte che sbattono; in Mirror Monster, il cantato lunare di Satomi sul tremolo delle cordature, increspa di dolcezza la quieta pulizia di basso e batteria (in cavalleria, come da testo). Doom è invece un post-r’n’r poliritmico e documenta  la compiutezza pop del gruppo sia pur come deriva di  addomesticato dadaismo. Trascinante e convincente il drumming di Saunier;  Last Fad, dissona un po’ stordito procedendo a strappi. Melodico in Satomi, il brano ha l’unica certezza in un battere quadrato quanto l’incedere del basso è rotondo dietro ad isteriche chitarre lacerate. Per il resto stacchi a sorpresa; Tiny Bubbles da uno spunto quasi western sobbalza in controtempi ed origami chitarristici che approdano infine ad aritmie e ringhi. Il filo melodico è nell’estasi interpretativa di Satomi.

 

deerhoof-610x417Exit Only, è un pezzo riott-grunge finchè si vuole e pestone fino al trionfo. Un vero clangore muscolare traversato da una vocina lolitesca accalappia tatuati. Rozzo come un rimbombo di cantina. Big House Waltz, track n.7,  è la dimostrazione che i Deerhoof non sono un gruppo normale. Si possono pure etichettare in mille modi,  ma lo straniamento che questi tre minuti di brano producono valgono ogni tipo di elucubrazione. Da sentire e basta. God2 è uno strumentale dall’andamento spedito e dal suono compresso, con chitarre Rodriguez/Dieterich pilotate in geometriche costruzioni che riecheggiano fortemente quelle dell’esperienza frippiana meglio nota come League Of Gentlemen. Black Pitch, è un brano dotato di una certa classicità d’approccio (scoria zappiana?) e  di un lirismo finale che va a disperdersi emotivo, sfumando solenne. Oh Bummer, infine, incede con la dissonanza di un rimpianto, ascende nei cantideerhoof attraverso intonazioni malate per poi sfaldarsi tra frastuoni larsen e cacofonie stridenti. Disco registrato live nel seminterrato di Ed Rodriguez, La Isla Bonita conferma e rafforza la fama talentuosa di questo mirabile gruppo della Bay Area. E’ un breve (32 min.) e riuscito concentrato di gusto per la sperimentazione tra armonia e disarmonia, linearità pop e ricerca avant. Un prodotto per nulla ostico, fatto tuttavia per essere assimilato lentamente e ripetutamente, come si centellinano i suoni preziosi. 

Voto: 8/10
Marco Prina

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