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7 maggio 2012 , ,

Thee Vicars

I WANNA BE YOUR VICAR

2012 - Dirty Water
[Uscita: 7/05/2012]

THEE VICARS – I wanna be your vicar Nostalgia della Gruesomania? Non credo, che in questo momento il sistema vi ha imposto altre nostalgie, altrimenti non potrebbero vendere i dischi dei Mars Volta ne’ quelli di Colapesce. Però, qualora capitasse, eccovi qui un bel dischetto di yè-yè ignorantone quanto basta per spingervi a ballare senza dover per forza pensare che alla fine del mese un pinguino della banca verrà a chiedervi conto del vostro deposito in rosso. Sempre che ce l’ abbiate un deposito in banca e non siate invece costretti a farveli a mente, i conti. Del resto col poco che ci resta ogni mese non andiamo oltre le operazioni di prima elementare. Io che invece arrivo tranquillamente a fine mese (dal 27 al 30 senza problemi, al 31 stringendo la cinghia, NdLYS) posso godermi lo spettacolo beat messo su dai Vicars.

 

Spiace un po’ il tentativo della Dirty Water di svendere l’ “ex-quartetto” sfruttando nella velina promozionale nomi come Oblivians, Mummies, Horrors, Strange Boys o Black Lips. Tutta roba che, nonostante tiri come il pelo di fica, c’entra poco o niente col garage strafottente della band inglese che invece può ben rivendicare le proprie radici nel dozzinale suono di gruppi come Downliners Sect, Primates o, appunto, i Gruesomes del secondo e del terzo disco. Quelli che, pur senza rinnegare il garage spiritato degli esordi, cercavano di trovare una via di fuga dall’ adolescenza inquieta formulando un linguaggio ugualmente elementare ma ricco di sfumature mutuate dal surf, dall’ english-beat, dal Diddley-sound. I Vicars coltivano oggi quello stesso angolo di verde dove non c’ è spazio per la tristezza. Qualcuno ha tagliato la siepe mentre Leopardi era ancora seduto dietro a ripulirsi l’ intestino. Mentre le ultime note di Everyday si spengono nel tripudio di un pomeriggio presagio di primavera, i Vicars fuggono via con le cesoie in mano.

Franco Lys Dimauro
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