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9 luglio 2012 ,

AA.VV.

I HOPE IT SHINES ON ME (A TRIBUTE TO CODEINE)

2012 - White Birch Records
[Uscita: 23/06/2012]

AA.VV. - I Hope It Shines On Me, Tributo ai Codeine# Consigliato da DISTORSIONI

 

I Codeine sono stati una delle rock band più influenti della scena underground statunitense degli anni 90. Unanimemente riconosciuti come i padri dello slo-core, hanno tracciato alcune delle coordinate lungo le quali molti altri dopo di loro si sono mossi, in netto contrasto con le tendenze del mercato mainstream. Dopo un lungo silenzio, la band americana è ora tornata a calcare le scene raccogliendo anche i frutti di una semina cominciata ormai più di due decenni fa. Tra i riconoscimenti internazionali, forse i tre musicisti non si aspettavano un album tributo proveniente proprio dalla nostra salmastra terra. Spesso, operazioni del genere faticano a risultare convincenti quando prese nel loro insieme, anche perchè solitamente solo in pochi riescono a tributare degli omaggi che risultino personali e non didascalici, senza cioè che si (s)cada in stanche e semplicistiche rivisitazioni. Quando però l'idea che sta alla base sembra nascere da sincera stima e rimane slegata dalle consuete logiche commerciali, può accadere che un insieme di rock band, ognuna con le proprie peculiarità, collezioni un album intenso e di buon livello come questo.

 

Nel mosaico di "I Hope It Shines On Me" non mancano occasioni in grado di suscitare un vivo interesse per la nuova veste di cui godono molti brani, tanto da lasciarci liberi dal gioco dei tortuosi confronti con le versioni originali. In tal senso, si rimane facilmente colpiti dal modo in cui i siciliani Gentless3 si appropriano di Loss Leader, forse il brano migliore di tutta l'opera, in una versione che si lascia ascoltare più e più volte e che risuona ricca di riferimenti, primi fra tutti i Godspeed You! Black Emperor di "F# A# Infinity" e i Radiohead di Street Spirit.  Un altro brano di punta è sicuramente Angels che, nella seducente interpretazione dei toscani Verily So, assume un carattere notturno dai possibili richiami a Nick Cave e PJ Harvey ma anche a Cat Power e Songs: Ohia. Rimandendo in un'atmosfera crepuscolare, anche la rilettura intimamente psichedelica di Second Chance, ad opera dei milanesi Derma, lascia piacevolmente suggestionati. Interessante il trattamento che i Baby Blue hanno riservato a Castle, uno dei primissimi brani della band statunitense, tra noise Barrett-iano e destrutturazione no-wave.

 

 

The Marigold sembrano invece aver trovato il punto d'incontro tra Codeine e The God Machine con la loro versione di Gravel Bed, mentre gli Idle God rallentano ulteriormente e ispessiscono il sound di Cigarette Machine avvicinandosi a band come Enablers. Da questa breve e incompleta carrellata non sono da escludere i Walking The Cow con un bucolica versione di Pea e gli In a Sleeping Mood in una delicata rivisitazione intimista di Vacancy, brano che chiude nel migliore dei modi questa genuina quanto inaspettata raccolta. L'etichetta White Birch Records, che prende addirittura il nome dal secondo disco dei Codeine, ha deciso di rilasciare l'intero album in free download su piattaforma BandCamp. Buon Ascolto.

Aldo De Sanctis

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