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19 Febbraio 2014 ,

AA VV FROM ANOTHER WORLD – A TRIBUTE TO BOB DYLAN

2014 - Buda Musique
[Uscita: 11/02/2014]

From-Another-WorldBella e interessantissima questa compilation di artisti provenienti dagli angoli e dalle culture più lontani del globo che reinterpretano brani di Bob Dylan. Ora, direte voi, di cover del menestrello di Duluth non si sentiva certo la mancanza, ma la filosofia che sta dietro questo lavoro è certamente originale e merita attenzione e il risultato è tanto sorprendente quanto affascinante. Come spiega l’artefice del progetto, Alain Weber: «Volevo gente che fosse come Dylan. Gente col suo stesso spirito, poeti ciascuno nella propria cultura. Alcuni di loro conoscevano la sua musica, altri no. Noi abbiamo tradotto le liriche. Era essenziale che potessero identificarsi con le parole, sentire le immagini e i significati. Quello che volevo era lo spirito delle canzoni. Volevo sentire gli artisti stessi nelle canzoni. Delle semplici cover sarebbero state artificiali». Ecco che allora l’album rappresenta l’incontro fra Dylan, esponente della cultura americana, delle sue tradizioni musicali e della controcultura occidentale, con culture e tradizioni molto lontane, ma la grandezza di Dylan sta nel saper parlare a tutti, nel diventare universale e quindi poter far vibrare le corde di artisti apparentemente molto distanti dal suo mondo.

 

Ecco così che le cover realizzate dagli artisti presenti diventano spesso irriconoscibili, ridotte a esili canovacci che vengono interpretati secondo la cultura, gli interessi, le tradizioni di ciascun musicista. Sono proprio mondi altri che si incontrano e si aprono a una cultura musicale, il folk di Dylan, decisamente lontana, ma non poteva esserci dimostrazione migliore e più efficace della grandezza e dell’universalità della musica dell’autore di “Highway 61 Revisited” e della sua capacità di penetrare nei cuori degliorchestra burma saing waing uomini di questa eccellente raccolta. Il chitarrista Eliades Ochoa trasferisce le inquietudini di All Along The Watchtower sotto le palme di Cuba e nei ritmi caraibici di Buena Vista, Rainy Day Woman in mano alla Kocani Orchestra diventa una ballata da festa balcanica, mentre sempre dall’area balcanica la Corinna Corinna dei Taraf De Haïdouks svela il lato più doloroso e malinconico della regione balcanica. Esplodono le danze zigane nell’irresistibile ritmo impresso dai Kek Lang, ensemble gitano ungherese, ad un’esplosiva Blowin’ In The Wind. .

 

I Want You diventa un raffinato strumentale dalla placida calma orientale per il Trio Mei Li de Dao di Taiwan mentre per la Burma Orchestra Saing Waing di Myanmar il brano si colora magnificamente di ritmi saltellanti e dei suoni degli strumenti tradizionali del Paese, l’ensemble birmano rappresenta l’autentica rivelazione di questa compilation. Salah Aghili interpreta Every Grain Of Sand, alla quale ha aggiunto liriche sufi, col pathos drammatico lhamodella musica popolare iraniana. Purna das Baul, che appariva nella foto di copertina di “John Wesley Harding” interpreta col figlio una Mr. Tambourine Man trasformata secondo i canoni del folk bengalese, mentre Divana fa di Jokerman un raga in crescendo, fra i sitar e le  tabla del suo Rajasthan. Supera i sette minuti il canto a cappella ieratico e misterioso della bhutanese Llhamo Dupka per With God On Our Side. La versione di Tangled Up In Blue dei Musicians Of The Nile si trasforma in una meravigliosa e furiosa cavalcata sotto il sole del Sahara fra percussioni e fiati. La trance dell’algerino Sayfi Mohammed Tahar col suo incessante dialogo fra voce e flauti per Man Gave Names to All The Animals risplende le atmosfere mistiche ed evocative del deserto. Concludono gli australiani Aboriginal People Yolingu of Yalakun che interpretano Father Of Night come un canto tradizionale di amore e immersione nella natura.

 

Voto: 8/10
Ignazio Gulotta

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