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12 ottobre 2015 , , ,

Bevis Frond

EXAMPLE 22

2015 - Woronzow Records
[Uscita: 11/09/2015]

Inghilterra     #consigliatodadistorsioni                                                                                                                                                                                                                                

bevis frondCon ormai oltre trent’anni di carriera all’attivo (le prime pubblicazioni infatti risalgono al 1986, ma la gavetta era già iniziata da qualche tempo) e 21 album già pubblicati, l’inarrestabile polistrumentista, compositore, cantante e collezionista musicale Nick Saloman torna a utilizzare lo pseudonimo con cui è molto più noto in tutto il mondo, Bevis Frond, per partorire il suo nuovo album.“Example 22” è il suo 22° esempio di come si può ancora fare ottima musica.

Sembra incredibile, ma la vena creativa di quest’uomo appare davvero inesauribile. Basterebbe già una micidiale opener come Are we nearly there yet? per mettere le cose in chiaro: a tutti gli effetti è una pop-song, con un ritornello immediato e orecchiabile, eppure basta da sola a dimostrare che cosa avrebbe potuto fare Lenny Kravitz nella sua vita se fosse stato bravo, e non fosse stato soltanto il figlio di un produttore televisivo con una solida etichetta discografica alle spalle e con tutto l’appoggio di Mtv.

 

Ma mentre Kravitz si mangerà le mani per non averlo scritto mai lui, un pezzo così, Saloman si affretta a metà del brano a prendere le distanze dal pop, con un massiccio intreccio di chitarre ipnotiche e sydbarrettiane che proiettano la canzone in un altro Cosmic Sonic Rendevous 2015 (photo by Matt Condon)universo e ne dilatano la durata per ben oltre otto ragguardevoli minuti.

La divertente Waiting for Sinatra (il nostro Mr. Bevis Frond si scatena, in quanto a titoli bizzarri!) ricorda certe prove dell’ultimo Paul Weller o del primissimo Julian Cope. Tra i sogni di West Coast della bellissima Longships, le sanguigne distorsioni hendrixiane di I blame the rain (che cresce per muro di suono nick salomanfino a sfiorare i primissimi Black Sabbath), gli scanzonati arpeggi beat dell’organo che regge Hot Sauce or nothing, il dolce lirismo di Where is Egon Schiele e via discorrendo, Saloman inanella riffs, melodie, ritornelli, riuscendo a non essere mai noioso, scontato, ripetitivo… Perché questo diavolaccio, dopo centinaia di canzoni pubblicate nella sua vita, continua ad avere un songwriting freschissimo e ad avere sempre qualcosa da dire. 

Voto: 8/10
Alberto Sgarlato

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