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11 marzo 2014 , ,

The Cosmic Dead

EASTER FAUST 12“

2014 - Sound Of Cobra
[Uscita: 20/02/2014]

cosmic dead cover# Consigliato da Distorsioni

 

Con la pubblicazione del nuovo lavoro dei Cosmic Dead, l’etichetta italo tedesca Sound Of Cobra si conferma una delle label più interessanti nel campo del rock psichedelico. In questi pochi anni di attività la casa con sede a Berlino è già riuscita a mettere a catalogo lavori degli artisti più svariati: dai veterani e sempre freschi Embryo (“Message From Era Ora”, 2013) a nuove scoperte che poco hanno impiegato a raccogliere molti applausi, In Zaire (“White Sun, Black Sun”, 2013) su tutti. Il 20 febbraio 2014 si sono aggiunti al roster i Cosmic Dead, band britannica, di base a Glasgow, in attività dal 2010, con il loro lavoro “Easter Faust” un 12” licenziato su 400 copie colorate. Le coordinate sono quelle della psichedelia energica, occulta e schizofrenica e del rock vigoroso; azzardando un paragone con i compagni d’etichetta, gli scozzesi prendono le distanze dai vortici esoterici di band come La Piramide Di Sangue per avvicinarsi alla rarefazione degli Heroin In Tahiti più duri. Così, l’album si compone di due sole tracce, vere e proprie progressioni, colorate da una tonalità lisergica, da intrecci seducenti nei tratti più lenti, travolgenti in quelli più vigorosi. Le due side, da venti minuti circa ciascuno, testimoniano un approccio tipicamente live alla registrazione. Come fossero due sessioni jam, la trama si dispiega lentamente, ma ciò non destrutturalizza le due tracce. Trascinanti nel loro incedere senza sosta, stranianti nella loro spigolosità, le note dei Cosmic Dead si posizionano sui binari degli Amon Duul II, per poi provvedere ad una netta modernizzazione dei suoni.

 

cosmic deadEmergono, poi, in modo netto venature di rock spaziale ed ambient, soprattutto quando i ritmi calano e i confini si dilatano su atmosfere rarefatte che lasciano lo spazio all’intervento delle chitarre. I feedback si susseguono richiamando elementi noise, salvo lasciare spazio alla travolgente progressione di ritmiche e riff.  A questo punto entrano in gioco le influenze kraute degli scozzesi, i Can su tutti, nelle loro sfaccettature meno elettriche e nei loro suoni più psych. Il tutto viene mescolato coniando l’amalgama vincente. La prima metà dell’album è occupata dal passo lento di basso e feedback chitarristici simili a voci fuori campo, per concludersi con un’esplosione strumentale frenetica. Lle atmosfere riecheggiano le praterie della psichedelia nordica, sobria, espansa, fragile, ma anche qualcosa di americano, alla Wooden Shjips per intenderci, nel procedere irresistibile e nelle vette di vigore. Un volo nello spazio la prima parte, una corsa a perdifiato la conclusione. La partenza del Side B, invece, è diametralmente opposta: noise sfrenato, quinta marcia e una polpa solida costituiscono la base su cui sviluppare i ricami asfissianti. La scrittura sembra calare, ma non altrettanto la carica espressiva. Ne nasce un viaggio attraverso rumori sinistri, cambi di velocità e intensità, per colpire e stordire l’ascoltatore. Denso, buio e disinvolto.  Altra interessante scoperta, dunque, della Sound Of Cobra. A questo punto, augurandoci una crescita della label berlinese, non possiamo negare che sia diventata ormai una garanzia. Solida.

Voto: 8/10
Simone Pilotti

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