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18 novembre 2012 , ,

The Pheromoans

DOES THIS GUY STACK UP?

2012 - Upset! The Rhythm
[Uscita: 15/10/2012]

The Pheromoans DOES THIS GUY STACK UP? Upset! The Rhythm – 2012 # Consigliatissimo da DISTORSIONI

 

Il sottobosco rock inglese sta rilasciando le sue scorie psichedeliche, e presto o tardi verranno a infestare le casse dei vostri impianti stereo, statene certi. Dopo il fantastico esordio degli Islet, mezzo-capolavoro di psichedelia e rock sperimentale, ci troviamo a parlare del nuovo lavoro dei misconosciuti Pheromoans, sestetto di Brighton che giunge al traguardo del quarto album dopo qualche anno passato a lavorare nell'oscurità. L'approdo ad una principessa dell'underground inglese come la Upset! The Rhythm, che ci auguriamo garantirà alla band un posticino alla luce, ha coinciso con la pubblicazione della migliore collezione di pezzi uscita dalla penna dei Nostri. I Pheromoans sembrano infatti aver scovato la ricetta per far bella la musica e spingerla una spanna sopra alla media odierna.“Does This Guy Stack Up?” nasconde sotto una coltre di bassa fedeltà una miriade di suoni intrecciati (i ragazzi portano in dote due chitarre, un basso, una batteria, un organo e un violino), secche sviolinate post punk, siparietti a tratti eleganti o sperimentali ma più spesso grezzi, oscuri e malconci, e quasi sempre leggermente lisergici. Se siete tra quelli che amano fare collegamenti musicali potremmo proporre i Fall, ma l'hanno già fatto tutti e risulteremmo poco originali. E, soprattutto, non renderemmo giustizia a una band che è sì influenzata dalla creatura del profeta post-punk Mark E. Smith, ma che mette al fuoco così tanti e diversi tipi di carne da riuscire a tirar fuori un disco che suona nuovo ed eccitante.

 

“Does This Guy Stack Up?” è un trattato di acida poesia post-punk. Prendete ad esempio Waterworld, la perla del lotto, con quel riff modello You Really Got Me che costruisce sporchi affreschi post-punk in salsa lo-fi ai quali il cantato e l'organo donano un'aurea piacevolmente lisergica. Suonatela un paio di volte nello stereo della macchina e vedrete che non vi lascerà tanto facilmente. Il gioiellino post-punk di Grab A Chair, con quell'arpeggio che le ruota attorno minaccioso e delirante, vi farà pressappoco lo stesso effetto. E sarebbe già abbastanza per decidere di infilare questo disco nella lista di quelli da salvare dell'anno in corso. Ma poi c'è anche molto di più: il post-punk di I Am A You-Know-What, la psichedelia di A Freak's Xmas, la ballatona dark-wave Power Watch, la sperimentale Balance e la fuzzosa Deport Little John contribuiscono a fare luce su “Does This Guy Stack Up?”, farcendolo di un'acida aura post-punk da manuale. Se fosse stato depurato degli elementi meno riusciti (ma era impossibile dato che l'album è stato registrato senza neppure aver provato i pezzi, come affermato dal cantante Russel Walker in un'intervista al magazine francese Freak Out!), che pur ci sono, sarebbe stato una specie di capolavoro. Non lo è, ma è pur sempre un disco bello e affascinante, e un bell'ascolto attento e approfondito se lo merita tutto.  

Leonardo "Kaosleo" Annulli

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