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22 febbraio 2013 , ,

Simona Gretchen

POST-KRIEG

2013 - Blinde Proteus/Disco Dada Records
[Uscita: 21/02/2013]

Simona Gretchen POST-KRIEG 2012 Blinde Proteus/Disco Dada RecordsCon Simona Gretchen, splendida artista faentina, c'eravamo lasciati quattro anni fa all'epoca del suo indimenticabile esordio a nome “Gretchen pensa troppo forte” (2009). Un disco che a dispetto della giovanissima età della ragazza dimostrava un talento ed una capacità compositiva sconosciuta a molte sue colleghe cantautrici e non solo. E' il disco italiano che negli ultimi 3-4 anni ha subito più passaggi nel lettore cd del sottoscritto, ogni ascolto significava scoprire qualcosa di nuovo e nascosto nelle pieghe di un' opera prima sorprendente e deliziosa. Se dovessi scegliere un album rappresentativo della cosiddetta nuova leva cantautoriale, e del nuovo millennio per allargare i confini,  nessun dubbio: la mia preferenza ricadrebbe su questo. In seguito Simona ha dato pochi segnali di sé, il brano Krieg dall'antologia “La leva cantautoriale degli anni zero” (2010) ed il singolo Venti e tre + la cover dei Velvet Underground Venus in furs.

 

Due soli pezzi nuovi insomma che però confermavano il buono stato di salute della nostra eroina. Il vuoto lasciato è stato adesso colmato con l'uscita della seconda opera maestra di Simona Gretchen, questo stupefacente "Post-Krieg" che la conferma luminosa  speranza e presenza inquietante del panorama rock nostrano. Al pari dell'esordio anche questo disco ha una breve durata ma poco importa quando la qualità sonora è quella delle sette tracce, più un breve intro, contenuta in questi solchi. La minacciosa e glaciale apertura di stampo teutonico ci conduce rapidamente negli oscuri labirinti sonori che si diramano nelle pieghe di un disco catartico, al limite della claustrofobia. Post-Krieg, il brano, inizia là dove era finito  Gretchen pensa troppo forte con un reading che rimanda a Non trovo più le chiavi che chiudeva il disco d'esordio. Il brano  si sviluppa poi  nel canto solenne ed oscuro di Simona con la voce  più sommessa e Simona Gretchen POST-KRIEG 2012 Blinde Proteus/Disco Dada Recordsnon in primo piano come 4 anni prima:  "in fondo la sete di un qualche disegno/distorce il pensiero, corrode anche il sogno/confonde i colori, rimanda la scelta/fra voltarsi indietro e colpire nel segno".

 

Musicalmente si  ricerca, a tratti, la stessa pesantezza sonora degli Elettrofandango di "Achab", altro disco killer dell'etichetta della Gretchen, l'emergente Blinde Proteus. A questo proposito interessante e coraggiosa l'idea di proporre il disco, "Post-Krieg",  nella doppia versione, in cd ed in vecchio buon vinile, con la solita tiratura limitata. Il Krieg di cui si parla qui è il conflitto, ma non la tipica guerra per definizione, più un guerra di principi alla maniera di Antonin Artaud. L'eterno dilemma, essere uomo/donna oppure libero o schiavo, sono questi i pesanti interrogativi racchiusi in questi 30 minuti in cui le tastiere, di Silvia Valtieri, spesso incalzanti, la batteria greve di Paolo Mongardi ed il basso perennemente in distorsione della nostra faentina la fanno da padroni. Lorenzo Montanà, una delle teste pensanti della Disco Dada Records, oltre a suonare la chitarra ha la produzione artistica del tutto. Splendida Hydrophobia con un testo che recita così "Ingenuo è chieder scusa se a giorni alterni/si tende alla promiscuità quanto alla clausura/la verità trascende i gesti eppure morde più del cane/che ringhia senza tregua/e non accetta cura ". Grandiosa. Simona qui ricorda la Siouxsie più cupa dei primi 2 capolavori di fine settanta, un crescendo vocale sommesso ma che cresce d'intensità via via che si sviluppa il pezzo, tra le cose più notevoli ascoltate in questo scorcio di 2013.

 

Cupa ed inquietante Enoch, qui gli arrangiamenti arcaici stile Bologna Violenta di Manzan si sentono eccome, una perfetta introduzione a Pro(e)vocation che segue. Un altro reading di grande impatto, con un' evocativa voce narrante "nella nebbia di un giorno che si era bloccato/in una bolla rigida come il vetro/scorgeva l’evidenza /non sussistesse comunicazione/se non in quanto autoreferenzialità quasi assoluta". Ossessiva la base ritmica che poi tratteggia gran parte del disco. Dite addio alla Gretchen splendida cantautrice, a mirabili composizioni come Cera e Bianca in fondo al mare,  quella dolcezza è svanita per far posto ad una Simona più arrabbiata, più cupa ed introspettiva, se è rimasto qualcosa del passato è qualche eco da brani come Fockus e Venti e tre, il resto per adesso e forse per sempre pare definitivamente accantonato. A dispetto dei titoli dei pezzi di stampo anglofono-germanico la scelta di perseguire nel cantato italiano dimostra l'importanza che rivestono i testi, con i soliti rimandi letterari colti, in queste nuove composizioni. "Post-Krieg" ci mostra " l'another side" di Simona Darchini, un' artista che ha subito una trasformazione sorprendente, al punto che già con questo il disco poteva cambiare il suo nome d'arte, visto le profonde differenze con le stupende canzoni dell'opera prima.

 

Ma il disco non finisce qui. La mini-opera in tre movimenti denominata Everted è la cosa più affascinante dell'intero lavoro. La prima parte è il brano che più di ogni altro si avvicina al primo album, per il cantato, qui più rassicurante e non tanto per la base ritmica, al solito tempestosa ed al limite del post-core. La voce narra "in ogni foto ritrova un’estranea/dispersa fra cento, mille freaks e pariah/e scandisce le sillabe della sua storia/fino quasi a crederci, ad averne memoria". Il secondo atto, Everted (Part II) è tra le cose migliori di "Post-Krieg". E' Introdotto dal delizioso piano di Silvia Valtieri, condotto da un grande lavoro alla batteria del bravissimo Paolo Mongardi (Fuzz Orchestra, Ronin, Fulkanelli e Zeus!), a ritmo simil bolero, la voce di Simona qui è superba, mai così ispirata, Simona Gretchen POST-KRIEG 2012 Blinde Proteus/Disco Dada RecordsNicola Manzan ci mette del suo, il violino svetta altissimo ad arricchire un brano dalla forza d'impatto superiore. Il finale, Everted(part III) è anche il brano più lungo del disco, ritorna la minacciosa voce narrante germanica per lasciare poi il posto agli echi delle voci sovrapposte, quasi una filastrocca per bambini di stampo post-moderno.

 

La voce di Simona ci riporta rapidamente al presente,  poi l'improvviso break ritmico porta il brano ed il disco a naturale conclusione: "ciò che ha inizio ha anche una fine e non puoi biasimare/chi è rincorso dalla fine ancor prima di cominciare" . Sono dischi come questo "Post-Krieg", come gli esordi-bis di King of the Opera e Blue Willa che avvicinano il rock italiano al meglio della scena continentale, riducendo il gap qualitativo che fino a dieci anni fa pareva incolmabile. Sbalorditiva altresì la maturazione, che è meglio definire evoluzione, della ragazza faentina, capace di passare dalle già raffinate composizioni di Gretchen pensa troppo forte alle granitiche e monolitiche architetture ritmiche di quest'ultimo lavoro. Chissà quali altre sorprese ci riserverà il futuro con la sua nuova incarnazione. Noi attendiamo fiduciosi un possibile ed ulteriore arricchimento creativo, se poi saranno altri quattro anni d'attesa, pazienza. Straordinaria Simona, una volta di più.

 

Voto: 9.5/10
Ricardo Martillos

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