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8 luglio 2014

Il Guaio

Il Guaio

2014 - Lingua/Minus Habens
[Uscita: 30/04/2014]

il guaioSi tratta della la terza band scritturata della giovane etichetta Lingua < Words & Music > facente capo dal 2009 al noto gruppo di etichette di musica elettronica MINUS HABENS MUSIC GROUP, lanciato sul finire degli anni ’80 dal compositore e produttore discografico Ivan Iusco. Lingua <Words & Music> promuove la musica elettronica inglobata in contesti di forma canzone, potremmo dire che è un’etichetta dedicata alla musica elettronica d’autore e anche la musica de Il Guaio rientra perfettamente in questa descrizione. Il trio nasce a Gravina di Puglia (Bari) alla fine del 2011 ed è composto da Michelangelo Angiulli (voce ed elettronica, autore dei brani del trio), Tatiana Ariani (voce, disegni, synth, responsabile del concept grafico della band) e da Alessandra Costantiello (voce, synth e live performer). La band nasce in occasione di uno spettacolo audiovisivo ispirato al libro “Sono Un Vulcano” contenente le poesie di Angiulli e i disegni di Ariani. Dopo una numerosa lista di premi in diversi contest musicali italiani approdano al loro primo singolo Carnevo su Lingua/Minus Habens nel novembre del 2013. Alla fine di gennaio 2014 fanno vincere la Minus Habens nel contest Push Up dedicato alle etichette indipendenti italiane che pubblicano e sostengono musica nuova. I 36 minuti dell’omonimo disco d’esordio de Il Guaio è un piacevolissimo connubio tra sonorità moderne indietroniche (Metronomy, Goldfrapp, Ladytron, Chairlift, M83, Crystal Castles, Royksopp, La Roux sono i riferimenti più evidenti) e musica d’autore italiana, soprattutto quella vicina all’electropop degli anni 80 (Battiato e i Matia Bazar del periodo new wave su tutti), pertanto definire il debut omonimo come un disco synthpop vorrebbe dire snaturarne l’essenza.

 

guaioIl songwriting di Michelangelo Angiulli è maturo nonostante la giovane età dell’autore pugliese, i testi sono tutt’altro che scontati, e ripetuti ascolti del disco evidenziano come i brani nascano al piano, quasi onnipresente in tutto l’album, e poi si evolvano con i suoni elettronici. Una elettronica moderna e minimale e funzionale alla valorizzazione delle composizioni di Angiulli; gli incastri vocali femminili sono azzeccatissimi fanno da contraltare alla voce maschile. L’intro del disco Di Linfa è a dir poco epico: il piano lascia spazio gradualmente alle voci prima e all’elettronica ipnotica di netta matrice Minus Habens poi; è uno dei brani sicuramente meno pop e più convincente dell’intero album. Il primo singolo Carnevo, una sorta di incrocio tra Matia Bazar e Radiohead, è un altro tra i brani più intensi dell’intero album, caratterizzato da un testo ed una interpretazione vocale di Angiulli alquanto graffianti, accompagnato anche da un video crudissimo nella sua bellezza onirica. I ritornelli talvolta spensierati (come nel secondo singolo I Sensi Tuoi o nella conclusiva Diluvio Parole Peril guaio Te), talvolta struggenti (nelle belle ed intense Petrolio e Carnevo) entrano subito nella testa dell’ascoltatore senza però essere banali o ruffiani. Anche la ballabilità non viene disdegnata dal trio, basti ascoltare episodi quali L’utilità del Virus (una rilettura moderna della disco elettronica dei Telex dei primi anni 80, con un ritornello tutt’altro che scontato), oppure L’Ultimo Dubbio a Morire (tra la italo disco anni ’80 e una certa new wave elettronica di stampo britannico, Visage su tutti). Un ottimo esordio che lascia ben sperare sui progressi futuri di questo trio che in soli due anni e mezzo è riuscito a costruire questo piccolo gioiello della discografia elettronica italiana degli ultimi cinque anni.

 

Voto: 7.5/10
Diego Loporcaro

Video

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