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10 ottobre 2013 ,

Julie's Haircut

ASHRAM EQUINOX

2013 - Woodwarm/Santeria /Audioglobe
[Uscita: 11/09/2013]

julie's haircut# CONSIGLIATO DA DISTORSIONI

 

Che discone questo degli emiliani Julie’s Haircut! Poco più 40 magnifici minuti di straordinario rock strumentale, nel quale convergono numerose influenze e suggestioni, il kraut rock, il prog, lo space rock, la psichedelia, il dub, l’elettronica, il post rock, ma anche “Tubular Bells”, i Tortoise, Terry Riley e gli Explosion In The Sky. Il tutto riletto in una chiave profondamente personale, rifuggendo da cerebralismi, ma realizzando un disco che ha la forza, la potenza, la densità e l’andamento di un classico, di un disco, rara eccezione di questi tempi usa e getta, che resterà, che è fatto per durare nel tempo. E’ da un mese che lo ascoltiamo e ogni volta ci sorprendiamo del miracolo creativo e compositivo realizzato dai Julie’s Haircut, le emozioni si susseguono sull’onda di una musica travolgente, ora ipnotica, ora riflessiva, ora fisica, ora eterea e spaziale, ora meditativa. Sono passati quattro anni dal loro ultimo album e quindici dall’esordio, un lungo cammino che ha portato la band a cercare strade sempre nuove e ad un’evoluzione musicale davvero sorprendente: per questo “Ashram Equinox” la scelta è per la prima volta di non usare parole, la voce è usata poco e sempre come uno strumento, è compensata dai lavori pittorici di Pasquale De Sensi pubblicati nel booklet e dai video previsti per ogni canzone.

 

Bellissima anche la copertina realizzata dallo stesso de Sensi che ci introduce magnificamente all’universo psichedelico e contemplativo del disco. Fra i brani non vi sono praticamente interruzioni, pertanto il disco può essere ascoltato come una lunga suite in otto movimenti che ci conduce in un‘esperienza introspettiva e meditativa dentro le sinapsi del nostro cervello; allora “Ashram Equinox” si rivelerà come un lungo viaggio dall’andamento circolare. Si parte con le note serene del piano per giungere ad una dimensione più fisica in cui i bassi palpitanti dettano il ritmo e gli effetti elettronici e i fiati fanno serpeggiare inquietudine, ma man mano che si va avanti fra mantra sonori, fughejulie's haircut spaziali, suggestioni allucinogene, droni, suoni liquidi, suggestive percussioni ritroviamo la pacificazione e la serenità, suggellate dalle note del piano nel finale. C’è molto di orientale in questo disco, lo denunciano esplicitamente alcuni dei titoli scelti per le canzoni, e soprattutto la funzione catartica data all’arte, alla musica, attraverso di essa ci si allontana dalle angustie dell’esistenza e ci si proietta dentro il nostro io più profondo. Concentrarsi nell’ascolto di queste note è intraprendere un viaggio che ha come poli estremi le infinitesimali cellule cerebrali e gli infiniti spazi siderali; passando per i terminali nervosi, le disarmonie della psiche e l’irrazionalità dell’universo onirico, territori misteriosi e affascinanti si spalancano davanti a noi: non è forse questo il senso profondo dell’esperienza psichedelica? Allora non ci resta che salire sulla psicoastronave dei Julie’s Haircut.

 

 

Voto: 8/10
Ignazio Gulotta

Video

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