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9 gennaio 2013 , ,

Valentina Gravili

ARRIVIAMO TARDI OVUNQUE

2013 - Carbon Cook Records / Lunatik
[Uscita: 7/01/2013]

VALENTINA GRAVILI  “Arriviamo Tardi Ovunque”  Carbon Cook Records / Lunatic 07/01/1Esistono suoni che abbracciano l’anima, la stringono talmente forte da riuscire nell’incanto di penetrarla e di assumerne il possesso. Valentina Gravili è una sacerdotessa in grado di creare tali suoni, e guidare con magica maestria la loro forza ammaliatrice conquistando territori della percezione che valicano di gran lunga i confini della forma canzone. A un anno e mezzo di distanza dagli splendori e dal successo de “La Balena Nel Tamigi”, l’artista brindisina, ma romana d’adozione, illumina il mondo della musica italiana con un nuovo sublime capolavoro. Deviando dal pop-rock dell’album precedente, il talento, la creatività e il carisma della Gravili si inoltrano in umbratili atmosfere hard-folk intrise di caleidoscopiche suggestioni psichedeliche. Inizio selvaggio con Il Finimondo e la tellurica chitarra acustica del granitico psico-blues della title track. La voce è da brividi, entusiasmante nella viscerale interpretazione di liriche pregne di dura e struggente poesia del sogno/incubo quotidiano:”…ed io che sognavo di ipnotizzare il mondo con la vertigine delle mie sopracciglia…”.

 

Pare che fuori pioverà vede riflessi dell’ultima Nada Malanima abbracciare i Rolling Stones di "Beggars Banquet", ma l’unicità della proposta di Valentina Gravili si evince dalla quasi assoluta impossibilità di scorgere alcun metro di paragone. Dalla sua musica emerge veemente una propria, profonda personalità. Nove tracce di livello eccelso, pronte per la conquista dei mercati internazionali. I Punti Deboli Del Mondo è assolutamente irresistibile. La Saggezza è roba per Giovani proviene di certo dall’esperienza dei “SoloLive” del 2012, in cui Valentina affrontava il pubblico da sola con chitarra, microfono, timpano, rullante, autoharp e loop machine; esperienza che verrà ripetuta nel 2013 in parallelo con l’attesissimo tour con la band. È un’affascinante e onirica blues woman quella che scaglia le distorsioni acide e le dissonanze di Cruda contro i timpani e il cuore dell’ascoltatore. I labirinti sonici di Mosca Cieca ci lasciano meravigliosamente smarriti nella beatitudine inquieta di universi obliqui. E la conclusiva Domenica Mattina inevitabilmente ci costringe a premere nuovamente “play” per ricominciare il viaggio alla ricerca di nuove, intriganti sfumature cromatiche ed emozionali. Duro, sensuale, selvaggio, poetico… un capolavoro.

Voto: 10/10
Maurizio Galasso

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