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15 giugno 2012 , ,

Guided By Voices

CLASS CLOWN SPOTS A UFO

2012 - Fire Records
[Uscita: 12/06/2012]

GUIDED BY VOICES, Class Clown Spots a UFO# Vivamente Consigliato da DISTORSIONI

 

A neanche un anno dalla pubblicazione di "Let’s go eat a factory" tornano i Guided By Voices con il loro nuovo lavoro di lunga durata, "Class Clown Spots a UFO", secondo capitolo di una trilogia di dischi iniziata con l’album precedente e destinato a concludersi entro l’anno con un altro disco (il cui titolo dovrebbe essere "Bears For Lunch" programmato per novembre 2012). La vena compositiva di Bob Pollard e soci, dopo gli otto anni di fermo del gruppo, continua a vivere di rinnovato vigore e freschezza (e per una band in giro ormai da tre decenni non è poco), e questo ultimo lavoro conferma a pieno le premesse e le aspettative che già erano state ben dimostrate con il lavoro uscito nel gennaio scorso.

 

Ventuno nuove canzoni, in cui il gusto per il frammento che da sempre caratterizza la band dell’Ohio si coniuga con un’attenzione per un songwriting di più ampio respiro e votato a composizioni più articolate, le quali dimostrano che i Guided By Voices sono una band che ha ormai raggiunto una maturità che non sa per nulla di senescenza, anzi continua a essere fortemente ispirata nella composizione delle canzoni. I Guided By Voices con questo disco chiariscono di non essere soltanto la band che ha portato il frammento sonoro nell’Olimpo del rock indipendente americano, ma certificano di trovarsi a loro agio anche col rock di matrice più classica, filtrato però sempre attraverso il loro tocco ormai inconfondibile (e imitatissimo). "Class Cllown Spots a UFO" è un disco in cui le influenze Sixties della band emergono in maniera forte e ben precisa (la title-track ne è un esempio lampante); la band paga i suoi debiti col suono delle psichedelia inglese e americana (Billy Wire è una sorta di incrocio tra i Tomorrow e gli ultimi Husker Du, Fly Baby è pura psichedelia “aleatoria”), fornendone però una lettura che non ha per nulla il gusto retrò (o presunto tale) di molte band di oggi.

 

In alcuni pezzi sembra di ascoltare una versione lo-fi degli Who (e sia degli Who del primo periodo, sia quelli più “muscolosi” degli anni Settanta): basti citare  Blue Babbleships Baby, un pezzo potente, molto Who’s next, in cui, anche in questo caso, più che lo sguardo verso il passato colpisce la capacità di reinterpretare sonorità classiche alla luce di un suono proprio e ben definito. Nei pezzi più brevi la band ancora una volta ricorda al pubblico che a volte il talento può racchiudersi anche in qualcosa di solo accennato o di “non finito”. I Guided by Voices hanno molto ancora da dire: aspettiamo con ansia il terzo capitolo di questa trilogia, e viste le premesse siamo molto fiduciosi.

Luca Verrelli

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