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14 febbraio 2018 ,

47Soul

BALFRON PROMISE

2018 - Cooking Vinyl
[Uscita: 2/02/2018]

Palestina - Giordania

 

Ogni voce che viene dalla martoriata Palestina non può che manifestare la rabbia per un'oppresione coloniale che implacabile e feroce rende impossibile la vita della popolazione nel silenzio complice dell'Occidente. Non fa eccezione in ambito musicale la voce dei 47Soul, band che si è formata cinque anni fa ad Amman, e comprende palestinesi della diaspora in Giordania e altri di Ramallah e Bilad Al Sham. È quest'ultimo luogo, un'area che attraversa Libano, Siria, Giordania e Palestina che costituisce uno dei punti forti delle influenze della band che infatti si ispira alla Dabke, una danza propria di quella zona, e che i 47Soul hanno elaborato in uno stile personale in cui si mescolano hip hop, musica araba, rock, crossover. Impossibilitati a rientrare in Palestina i quattro membri della band alternano la loro vita fra la Giordania e l'Inghilterra, paese dove hanno ormai un notevole seguito grazie alla forza e all'energia dei loro set, significativo il loro grande successo al Womad e al festival di Glastonbury. Il loro debutto sulla lunga durata, dopo alcuni singoli ed ep, è ora pubblicato dalla Cooking Vynil, etichetta che ha nel suo roster anche un'altra band palestinese, i DAM.

 

I 47Soul sono in quattro: il rapper MC ElFar3i, Z the People, synth e voce, Walaa Sbeit, percussione e voce, El Jehaz, chitarra e voce; i loro testi, in cui alternano arabo e inglese, parlano di libertà, di abbattere i muri e superare i checkpoint e le frontiere, della lotta di liberazione palestinese, dei senza fissa dimora (il titolo dell'album si riferisce infatti sia alla Dichiaraione di Balfour con la quale cento anni fa gli inglesi decisero di donare la Palestina al sionismo, sia alla Balfron Tower, l'edificio londinese dal quale i musicsiti sono stati sfrattati per il solito processo di gentrificazione), ma lo fanno con leggerezza e non senza ironia. Il nome della band ricorda il 1947, anno in cui l'ONU sancì la spartizione della Palestina da cui scaturì la fondazione di Israele e la nakba, la cacciata dei palestinesi dalla loro terra, E veniamo alla musica, una potente miscela in cui elettronica e musica araba rappresentano un'efficacissima e contagiosa base per gli interventi delle voci dei quattro cantanti che si alternano ora in ritmati e rabbiosi rap ora in un canto rock influenzato sia dal raï algerino che dal siriano Souleyman. Ascoltare di seguito le otto tracce di “Balfron Promise” significa farsi coinvolgere da percussioni dal ritmo martellante e trascinante, da chitarre ipnotiche, da fascinose e sinuose sonorità mediorientali, dall'accavallarsi frenetico delle voci, per cui non ci si stupisce che i loro concerti si svolgano in un'atmosfera da trance e si chiudano in una frenetica dance collettiva, del resto i Nostri dichiarano di ispirarsi alle cerimonie di nozze e alle feste di paese della loro terra.. Certo una delle voci più interessanti della cultura giovanile contemporanea.

Voto: 7,5/10
Ignazio Gulotta

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