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2 marzo 2012

Father Murphy

ANYWAY YOUR CHILDREN WILL DENY IT

2012 - Aagoo Records
[Uscita: 1/03/2012]

# Consigliato da DISTORSIONI

Atmosfere completamente asciutte, scansioni di colori freddi. Percussioni come colpi secchi, accordi come graffi. Voci sperdute, lontane, con riverberi che si perdono nel silenzio. In questo ultimo lavoro i Father Murphy aggiungono solennità, aumentano la tensione e procedono per episodi incanalando l'ascoltatore in un crescendo teso e martellante che è una specie di film dell'orrore, un incubo senza ritorno: intrigante, molto intrigante, pieno di suspence e di presagi, completamente coinvolgente. Ancora una volta con una versatilità spiazzante, pur fedele a sé stessa e alla loro caratteristica impronta stilistica, sfoderano un altro immaginario, imbastiscono un'altra scenografia, compiono altre esplorazioni sensoriali. Nell'ascoltare il disco le otto tracce sono scandite perfettamente da proiezioni differenti, da texture differenti, tuttavia la sensazione predominante è quella di un unico e ben amalgamato filo conduttore. Loro sono i sacerdoti che presenziano un rito arcano e tribale, ipnotico e maestoso e arrivano decisi al loro intento: ottenere la piena partecipazione e il completo obnubilamento del sensorio.

 

Il mixaggio del batterista dei Deerhoof Greg Saunier, contribuisce a pulire il suono, a sottolineare l'incedere intrigante del loro concept che dal misticismo passa all'esplorazione del romitaggio e della contemplazione silente, analizzandone estasi e dolore con caratterizzazioni fortemente eretiche e contorte. In How we ended up with feelings of guilt, si entra in una landa desolata che innesta una carica ansiogena assai lontana dai sentori oscuri e dilungati presenti nell'EP "No Room for the Weak" (Boring Machines 2010):  veniamo accolti direttamente nei meandri della città proibita con tanto di campanacci e di corni tibetani. His face showed no distortions è lugubre e marziale, campionature noise, tamburi decisi e una voce distorta e metallica. La coralità di It is funny it is restful both came quickly è introdotta da un drone convulso e da rumorismi perfettamente concatenati ed orecchiabili, senz'altro uno tra i brani più suggestivi e spiazzanti di "Anyway Your Children Will Deny It" in cui la creatività e la peculiarità dei Father sfodera uno dei sui apici di maestria.  Digging the bottom of the hollow si serve di raffinati intarsi tra organo e voci con riverberi foschi di campanelli e tocchi di piatti.

 

Il weird metal, il doom, il folk apocalittico vengono solo lambiti, rielaborati in chiave personalissima e incanalati in schemi nuovi, che pur minuziosi, sono sempre freschi e dirompenti, mai autocompiaciuti. L'intensità si fa magma poderoso in In praise of our doubts, entra in gioco la viola di Vittorio De Marin con la sua densità opprimente e ieratica -entriamo nella parte espiatoria del cerimoniale - e Their consciousness ne è la più claustrofobica ammonizione. In the flood with the flood fa intravedere spiragli di remissione, il suono si ammorbidisce e torna ad allungarsi e finalmente una parvenza di leggerezza nel cantato di Chiara Lee: Don't Let Yourself Be Hurt This Time, una mano scarna mossa da umana pietas spegne il vortice di rimorsi e sensi di colpa -reali o immaginari - che ci avevano indotto ad una severa autoflagellazione. Mai come ora i Father Murphy erano stati tanto devastanti e tanto sublimi, chissà perchè non stupisce neanche più di tanto che l'attenzione di personaggi come Julian Cope e Michael Gira sia stata scossa proprio da loro. Che siano i veri depositari di quella rivelazione che ancora ci sfugge?

Romina Baldoni

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