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11 aprile 2012 , ,

Lost In The Trees

A CHURCH THAT FITS OUR NEEDS

2012 - Anti-Records
[Uscita: 20/03/2012]

lost-in-the-trees-a-church-that-fits-our-needs# Consigliato da DISTORSIONI

Ci sono alcuni dischi che non vanno semplicemente ascoltati ma soprattutto capiti. E' il caso del nuovo album dei  Lost In The Trees. Un lavoro nel quale, se ci si immerge appieno, si ha la possibilità di emozionarsi come accade raramente. Già con il precedente "All Alone In An Empty House" del 2010 Ari Picker, leader e anima musicale del gruppo, aveva aperto il suo cuore componendo un album del tutto autobiografico che raccontava dei rapporti difficili tra i suoi genitori ed eventi come la morte alla nascita di una sorella gemella. Il nuovo disco è ancora una volta un lavoro personale e trasparente composto nei mesi successivi alla morte della madre. Infatti il volto femminile che compare sulla copertina del nuovo album è proprio il suo. Un' immagine che ha accompagnato Ari per tutta la stesura del disco. Un omaggio sentito e sincero che il cantautore di Chapel Hill, North Carolina, ha dedicato alla memoria della madre dopo la morte per suicidio avvenuta nel 2009.

 

Seppur l'argomento trattato non sembri poter offrire spunti di positività l'autore affronta il suo dramma metabolizzandolo attraverso la musica, riuscendo infine a comporre un disco profondo che spesso suona come una vera e propria trionfante ricerca della serenità. Anche questa volta quindi, per guarire il proprio dolore, Ari Picker si rifugia nella musica concependo un lavoro che come il precedente è intriso di una sorta di folk-sinfonico con richiami cinematografici (la colonna sonora del film "Rosemary's Baby" rievocata in Red ed inserimenti orchestrali in stile Bernard Herrmann). "A Church That Fits Our Needs" è un disco prezioso, una raccolta di canzoni stupende: Red, Golden Eyelids, Icy River, The Dead Bird Is Beautiful, Garden, Villain, An Artist's Song regalano emozioni  destinate a rimanere indelebili.  Il precedente album mostrava un autore dalla scrittura cristallina e coinvolgente, semplice e sincero:  in questo secondo capitolo Ari Picker appare più maturo, pur sempre affranto,  siglando un lavoro decisamente più complesso, dalla scrittura che ancora una volta ben sa combinare dolore e inquietudine, avvolta da tensione e pathos indicibili. Struggente.

Michele Passavanti

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