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10 ottobre 2016 , ,

Bon Iver

22, A MILLION

2016 - Jagjaguwar
[Uscita: 30/09/2016]

Stati Uniti   #consigliatodadistorsioni  

 

BI22_tp0004c_Double_Gate_Cover3-PRODI dieci anni che ci separano dall’intimismo di “For Emma, Forever Ago” sembrano oggi una distanza incommensurabile rispetto a tutta la strada percorsa da Justin Vernon. La desolazione e la malinconia che attraversava la vita di quelle canzoni era uno strumento di difesa e di decompressione emotiva da cui nasceva una graduale trasformazione in termini di scrittura e di intuizioni armoniche sempre più complesse. Se nel successivo omonimo “Bon Iver"” vi era il segno del cambiamento nella descrizione di tutta una geografia immaginaria fatta di città invisibili il cui equilibrio sfidava la fragilità della loro apparente struttura, oggi, con “22, A Million, Vernon e il suo moniker Bon Iver sembra superare definitivamente quell’orizzonte già di per sé luminoso. La percezione avvertita è quella di una strategia di dissolvimento, il compimento di un moto di liberazione portato avanti attraverso l’apparente dissoluzione di ogni struttura armonica; un indizio del cambiamento intrapreso poteva essere colto già dal brano I Need A Forest Fire, contenuto in “The Colour In Anything” di James Blake, in cui il nostro si trovava a proprio agio con le arditezze dubstep. I brani che costituiscono la tracklist di 22, A Million sono la diretta evoluzione dell’album precedente, come scaturiti spontaneamente da quei suoni e da quelle atmosfere emotive, però sottoposti ad un processo di estremizzazione nelle loro potenzialità.

 

bonL’iniziale 22 (OVER S∞∞N) ha una tessitura di voci campionate su cui si apre uno scenario infinito con le pennellate delicate del sax di Colin Stetson, mentre la successiva 10 d E A T h b R E a s T ⊠ ⊠ ha un tappeto di glitch e drumming distorto su cui si contorcono sinuosi arabeschi in vocoder.  715 – CRΣΣKS è un gospel per solo voce e vocoder, artificio che nelle mani di Vernon assurge a vero e proprio strumento musicale, così come in 33 _GOD_  in cui ci si immerge in un delicato mood r’n’b che potrebbe essere uscito dalla penna di James Blake. Se 29 #Strafford APTS può essere definito bon1come la summa di un personale sturm und drang, profondo e mai zuccheroso, la successiva 666 ʇ vive prima di silenzi e piccoli suoni in lontananza e poi di una epicità crescente. Dopo 21 M♢♢N WATER, in cui si intravedono quegli stessi interstizi emotivi di For Emma, Forever Ago con un incredibile lavoro di deframmentazione dei suoni che rimanda alle nebbie argentate di “Ágætis Byrjun” dei Sigur Ros, si arriva a 8 (circle), probabilmente la perfetta fusione ideale di pop e ricerca armonica. Quando pensiamo che il viaggio sia finito, ci imbattiamo nell’accorataMI0003658912 ____45_____ con i fiati obliqui di Stetson a celebrare una liturgia antica dei sentimenti. In chiusura 00000 Million ha lo stesso incedere di Beth/Rest nell'album  Bon Iver e non è un caso se il brano segna la fine dell’album, lasciandoci ammutoliti. 22, A Million è un album fatto di incastri i cui raffinati meccanismi sfidano la gravità con lo stesso surrealismo di un dipinto di M.C. Escher, invitandoci a guardare il cielo a testa in giù. 

 

Voto: 8/10
Giuseppe Rapisarda

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Jagjaguwar Records

 

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