Marsili Superflùo
[Uscita: 22/01/2026]
“Sono rimasto quello che ero / Sono ancora nella stanza sul giardino”. Quattro anni dopo "Ossario" Felice Briguglio pubblica ancora con il moniker Marsili il nuovo "Superflùo", titolo volutamente multisemantico che dà il senso di tutti gli opposti che rendono coerente la propria identità. La scrittura ha un profondo intimismo nella descrizione di dettagli esistenziali che emergono da una stesura elaborata nel tempo, soppesata come versi da scegliere con cura prima di adagiarli su una bilancia con la vita a fare da contrappeso. Marsili supera "Ossario", ne frammenta l’immaginario cantautorale con un'attitudine indisciplinata unita ad una visione ironicamente autodistruttiva e lo fa utilizzando un registro che sembra quasi fuori controllo. Ogni brano è un microcosmo emotivo, una raccolta di tempeste miniaturizzate da osservare dall’esterno come insetti intrappolati nell’ambra, cristallizzati per sempre in un fermo immagine. In "Superflùo" tutto è in movimento ma nello stesso tempo immobile, mentre le parole sono una sorta di eredità da lasciare a se stessi, solo per ricordare quello che si era. Le nuove nove tracce trasmettono un senso di malinconica distanza da tutte le cose lasciate da tempo immemore in una stanza oggi chiusa ma che abbiamo abitato una volta. C’è una voluta ricerca di immediatezza espressiva che può essere tragica quanto salvifica, mentre gradualmente si disvela il filo logico del racconto di continue ricostruzioni. Marsili non finge di essere quello che non è, perché questa sfibrata e sfacciata poesia punk è quanto di più sincero abbia scritto. La produzione valorizza un contesto lo-fi: siamo di fronte ad uno stream of consciousness, la voce accompagnata da una chitarra che libera elettricità solo quando è realmente necessario. Vi sono perle come Angelo con le sue vestigia di antico folk, oppure i sussulti di Trame. Canzoni che ci parlano della fine e di nuovi inizi ma, soprattutto, di come sopravvivere a noi stessi.

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