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6 dicembre 2015 ,

Scott Weiland

Fantasma della X-Generation

2015

   scott-weiland                    1967 - 2015

 

C'è  un accentuato alone di negatività che ha accomunato alcuni tra i principali cantanti del filone grunge: problemi personali, disturbi psicologici, dipendenze da sostanze stupefacenti sono le calamità esistenziali che li hanno trascinati via nella disperazione per poi diventarne vittime troppo presto. Questa volta, da ultimo (dopo Kurt Cobain e Layne Stanley), è toccato a Scott Weiland: lo storico cantante degli Stone Temple Pilots, classe 1967, è stato ritrovato morto sul tourbus, poco prima di una delle tappe del tour che stava svolgendo col suo progetto solista, gli Wildabouts.

Se voliamo indietro con la mente agli anni '90 possiamo capire meglio chi era Scott Weiland. La scena musicale, nell'America di quegli anni, era totalmente incentrata nella Seattle zone: Nirvana, Pearl Jam, Soundgarden, Alice in Chains, Mudhoney erano le band che andavano per la maggiore, ma nel 1992 qualcosa sembra smuoversi anche in California, a San Diego. Ed è qui che incontriamo Scott Weiland, un ragazzo tormentato da disturbi bipolari e da una crescente dipendenza dall'eroina. La band in cui suona il talentuoso cantante sono gli Stone Temple Pilots che, nell'arco di un paio d'anni, grazie ad un contratto con la Atlantic Records e a dischi come “Core” e “Purple” riescono a scalare le classifiche statunitensi e ad inserirsi a tutto diritto tra i grandi del grunge rock.

 

Scott WeilandSiamo però oramai verso la fine del periodo ribelle e i giovani della X Generation stanno iniziando ad abbandonare i locali underground per cercare un lavoro e farsi una famiglia, quindi anche per la band di Weiland inizia il declino. Prima “Tiny Music...Songs from the Vatican Gift Shop” nel 1996 con varie date del tour cancellate per la poca affluenza del pubblico, poi tre anni di pausa e infine “Shangri-La Dee Da” che comporta, nel 2001, lo scioglimento definitivo della band.

Dopo la delusione derivata dalla fine degli Stone Temple Pilots Scott decide di Scott-Weiland-Attends-Sundance-Film-Festintraprendere immediatamente una nuova avventura musicale e, nel 2003, si unisce con Slash, Duff McKagan e Matt Sorum, tre ex Guns 'n' Roses, per formare i Velvet Revolver.

La nuova creatura cresce e vengono pubblicati “Contraband” e “Libertad”, due dischi decisamente positivi che sembrano ridare un senso alla carriera del cantante di San Diego. I problemi con la droga di Scott sono tutt'altro che superati e in poco tempo si trova cacciato via anche dal gruppo di Slash e soci.

 

La voglia di rimettersi in gioco e di non cadere è immensa, così nel 2008, lo stesso anno dell'uscita dai Velvet Revolver, Scott Weiland annuncia sia un tour di reunion con gli Stone Temple Pilots che una nuova band, gli Wildabouts, con i quali incide un unico album, "Blaster" (31 Marzo 2015). La reunion con i suoi vecchi compagni 720x405-GettyImages-467030092di band sembra andare verso il verso sperato. Con un lungo tour ricco di date e con un omonimo disco nuovo il periodo buio sembra essere terminato, ma purtroppo, nel 2013, Weiland viene cacciato via dagli Stone Temple Pilots che lo rimpiazzano con Chester Bennington.

gettyimages-2251127È’ subito dopo che Scott inizia a diventare il fantasma di se stesso, le battaglie contro la dipendenza  dalla droga sembrano inutili e le poche cose che riesce a fare sono un album con il supergruppo Art of Anarchy (l'omonimo "Art of Anarchy", uscito il 2 Giugno 2015) e continuare ad andare in tour in piccoli locali con gli Wildabouts «soltanto perché è l’unico modo di guadagnare qualcosa, ora che non si vendono più i dischi», cosa che farà sino al suo improvviso decesso del 3 Dicembre 2015.  

Tra il 1998 ed il 2015 Scott Weiland aveva inciso alcuni buoni album a suo nome tra cui "12 Bar Blues" (1998) e "Happy in Galoshes" (2008).

 

Andrea Ghignone

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