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1 febbraio 2013 , ,

AA.VV.

“SONO UNA MERDA” COMPILATION

2012 - Drug City Records/Bubca Records

sonouna merdaNon hanno proprio nessuna voglia di prendersi sul serio i trenta protagonisti di questa compilation. Soddisfano quindi pienamente l’esigenza di questa nuova costola estremista della Bubca Records che con Drug City ha voluto dare vita ad un’iniziativa piuttosto bizzarra. Far aprire i battenti del suo manifesto estetico ad un manipolo di deragliati della scena indipendente, anzi sotterranea, anzi eversiva, della nostra Italia melodica e amante del bel canto. In questa vetrina delle oscenità potevano trovare posto solo gli spostati. Una concezione musicale capace di prediligere l’improvvisazione, il coinvolgimento, la verve creativa e decisamente folle di chi sa divertirsi con spontaneità e senza freni inibitori. Il risultato è un varietà freak dissacrante, multicolore e macchiettistico dirompente e frizzante. Il risultato dimostrativo è invece come diceva il buon caro, saggio Faber: «dalla merda nascono i fiori».

 

Ricomponetevi però, qui si tratta del buon autentico sterco contadino, fertilizzante assolutamente naturale senza addizioni chimiche o sintetiche. E’ l’humus su cui si regge l’impalcatura ideologica del fare musica per il gusto di farla. Non si può stare a sottilizzare sul nozionismo tecnico né sulla qualità delle rifiniture e delle lucidature finali. Per avere un risultato di grande impatto si deve tener conto di come il basso intento sia stato prontamente recepito. La risposta è stata sicuramente ‘di pancia’ ed il peggio del peggio è fuoriuscito con quella rozza naturalezza che ci si era prefissati. Si è dato vita ad un collage variegatissimo nelle espressioni quanto unitario nell’intento scardinatorio e destabilizzante. I Fugs di svariate generazioni che furono non avrebbero potuto (quasi) fare di meglio nei loro funambolici disegni di sarcasmo corrosivo. Il garage, il punk, il post rock, le avanguardie rumoriste, la musique concrète, l’espressività free form convivono in perfetta armonia come in una colonia di coltura di batteri allo sbaraglio. Concime organicomerda brulicante di vita si potrebbe dire senza risultare troppo volgari o cadere nella più scontata ironia.

 

Il palcoscenico del vaudeville di strada sfoggia uno per uno i suoi fenomeni da baraccone e gli artisti di strada e ci fa rimanere con il fiato sospeso. Equilibrismi, contorsioni, funambolismi, stregonerie, trasformismi, illusionismi. Soprattutto una satira pungente e mai banale. Night of the Crappy Knives che fa il verso ai Pil con RKOILUV, le scimmiottate etnico-spaziali de Le Vent Solaire con Before the Solstice. I Feelies rivisitati con altrettanti pazzi ritmi da La Tosse grassa e il loro Pezzi di Fiche. Ancora coretti demenziali e grattate lo-fi a riesumare il punk dissacrante o l’hardcore satirico di Descendents e Black Flag con: Body Bag Redemption! Sick of bein' sick; Strebenstrasse Coito; Chocolate Starfish, Kill Myself. I Pogues post sbornia con ballata druidica in controtempo di Thee Dements, I'm drunk. La bellissima Got the Power dei Duodenum che ci proietta in un ideale quanto irresistibile connubio allucinato tra Suicide e rockabilly crampesco.

 

Gli Zitoxil con la loro cavalcata blues doorsiana Let's go freak, il fuzz marcescente di Barsexuals: Robot. L’abbozzo di un minuto esatto di Panda Kid che con Do it imbastisce un improbabile scketch tra Beach Boys e Nofx, o ancora Superfreak, più visionario che mai, con il suo folk stracciato e amatoriale, rigorosamente acustico, ci riconduce ai Violent Femmes con Shit u Sang. Si potrebbe proseguire per trenta ma non voglio rovinarvi troppo terroristsla sorpresa. La compilation è liberamente scaricabile (qui in calce all'articolo) e quei furbacchioni di Drug City hanno anche pensato bene di darvi la possibilità di farvi la cassettina. Ci pensate? Una macchina un po’ scassata, un viaggio arrangiato, vecchi amici e voglia di avventura. Cosa c’è di meglio? Inserite la cassetta nel mangianastri e partite. Non vi servirà altro ve l’assicuro.

Romina Baldoni

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