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20 febbraio 2017 , ,

Clov

IT’S ALL FUN AND GAMES UNTIL SOMEONE LOSES AN EYE

4 ottobre 2016 - Hysm?

Abbandonata la sperimentazione noise di “This is not Woodstock” (2009), Piero Prudenzano ha progressivamente trasportato il progetto Clov  verso un noise-pop psichedelico. “It's All Fun and Games Until Someone Loses an Eye” è un album contrassegnato da  un lo-fi sbilenco che, dalla scelta del titolo e dall’approccio al suono, richiama il gusto per la parodia dei primi Flaming Lips. A caratterizzarlo ulteriormente c’è, da un lato, una ricerca sul rumore realizzata attraverso l’uso di giocattoli modificati e dall’altro la scelta di una produzione completamente homemade. Le melodie pop-noise, piene di riverberi, restituiscono un mondo onirico e solitario, fatto di viaggi in territori immaginari a ritroso nel tempo.

L’album prende avvio con Another Useless Story, che partendo da trame noise sviluppa un crescendo psichedelico che trasporta l’ascoltatore in uno spazio lisergico irreale. Spazio che con Dust si apre ulteriormente a deserti polverosi, metafora di un mondo completamente frammentato e ridotto a pulviscolo. Se The Killer in You, Platitude e Travel sono costruite su melodie pop-noise intrise di psichedelia, le ballate Carnage Of Socks What's Up ripercorrono, in parte, i sentieri già tracciati dai Motorpsycho negli anni novanta. Un noise destrutturato caratterizza That Summer It Rained A Lot, mentre la conclusiva Wise Man Suicide si pone come rilettura (post)moderna di un’esistenza ridotta a brandelli. Bell’album.

Felice Marotta

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