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27 settembre 2017 , ,

Jurenito

FORTY

15 maggio 2017 - Autoproduzione

Un progetto liquidissimo, multimediale, che non si appoggia ai formati fisici tradizionali ma è diffuso digitalmente, questo "Forty" dell'italiano Jurenito. Otto tracce compongono il disco, parallelamente 8 video compongono un “visual album” gemello indipendente dalla raccolta musicale. Più facile fruirlo che spiegarlo. Scritto in inglese, suonato in “americano” nel senso più profondo. Colonna sonora per bikers della notte che filano sotto la luce di motel, periferie e autostrade, ripassando i “licks” di Son House e Ry Cooder. Mentre il chiacchiericcio all'incrocio con l'alba cerca di rievocare i fantasmi di un delta elettrificato che si insinua nel funky notturno della Stax e nei ghetti metropolitani di Gil Scott-Heron e Curtis Mayfield. Istantanee di strade a doppia corsia, scattate, incise e suonate da una “one man band” del nuovo millennio, capace di disimpegnarsi alla chitarra acustica come dietro al mixer o alla macchina da presa.

 

Jurenito_foto01E non stupisce che la musica si arricchisca di un'inconsueta dimensione narrativa che sa di frontiera, tanto artistica quanto geografica. Un disco di folktronica, come lo definisce l'autore stesso, che cerca una coniugazione possibile tra i loop e la slide, tra l'hobo e il disc jockey. Black music d'ambiente, carica di fascino e sensualità come una vecchia fotografia sgranata in un bianco e nero d'altra generazione. Esperimento originale ma ben bilanciato; notevole.

 

 

Giovanni Capponcelli

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