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15 maggio 2012

Drifting Mines

DRIFTING MINES

2012 - Autoprodotto

Drifting MinesFa sempre piacere quando dei musicisti italiani dimostrano di voler bypassare con  il loro lavoro gli angusti confini nazionali, specialmente quando suonano del rock’n’roll, con tutte le variazioni che esso comporta nella più felice delle ipotesi, adottando a tempo pieno l’uso della lingua inglese. E’ il caso dei romani Drifting Mines di Adalberto Correale, cantante/chitarrista, autore di tutto il materiale di questa band: stiamo parlando della loro prima omonima raccolta di demo registrate tra il 2002 ed il 2011, non distribuita, che Adalberto ci ha gentilmente inviato. Accennavamo alla loro ricerca di variazioni del modulo rock, e questo è l’elemento che più salta agli occhi all’ascolto di questi 11 brani, forse dovuto anche al fatto che sono stati registrati da Adalberto e c. in momenti diversi nell’arco di quasi dieci anni.

 

Si passa quindi dalla ballata rock (This day is mine, There's no truth, tra le cose più ispirate) al rockabilly, da un episodio di saltellante ska ad altri più compatti e diretti (O yeah dancer), palesanti sempre la ricerca di un eclettismo ritmico e compositivo - anche nell’arco dei pochi minuti di una song - a volte davvero felice. L’impressione finale però dopo un paio di ascolti del demo è  - fatalmente - di una certa disomogeneità e saltar di palo in frasca, debolezza cui i Drifting Mines dovrebbero cercare di sopperire nel mettere insieme la raccolta cui - Correale mi dice - stanno lavorando. Valida tuttavia la sua urgenza vocale e gli inserimenti non ortodossi delle tastiere di Andrea Di Giampietro negli anfratti più serrati dei brani: ad un ‘anziano’ come chi scrive poi non poteva sfuggire un piacevole preziosismo del suo clavicembalo, la ripetizione insistita in This day is mine dell’incipit del solo della beatlesiana (anzi Lennoniana) In my life, semplice coincidenza? A volte sono anche queste sfumature che fanno capire di aver a che fare con musicisti intelligenti, capaci di manipolare in modo non kitsch decadi passate di grande musica, i Drifting Mines sembrano esserlo.

  

Pasquale Wally Boffoli

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