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17 giugno 2012 , ,

Cheap Time

WALLPAPER MUSIC

2012 - In The Red
[Uscita: 1/05/2012]

cheap time wallpaper musicCheap Time è la creatura del cantante e chitarrista Jeffrey Novak, nel senso che lui li ha fondati nel 2006 e ne è l'unico punto fermo. Da allora il buon Jeffrey e i suoi occasionali collaboratori hanno prodotto tre dischi “full length” per i tipi della In The Red, oltre a portare in giro per gli States il loro punk/garage/glam/power pop originario del remoto Tennessee, un posto dal quale arriva un sacco di mais transgenico, ma che non mi pare abbia tutta 'sta gran tradizione musicale, men che meno in questo genere. Poco male: l'attuale formazione (siamo alla quarta in cinque anni) è un iperclassico power trio, in cui il basso, pulsante e imperterrito è affidato a Steven Braren, la batteria, metronomica e possente, a Ryan Sweeney (nomi sconosciuti, ma funzionali al risultato) e tutto il resto (chitarrona, voce scazzata e indiscussa leadership) è saldamente in mano al nostro Jeffrey.

 

Dicevo della voce, per la quale l'aggettivo più appropriato che mi sia venuto in mente è, appunto, scazzata, una specie di incrocio tra Johnny Thunders e David Johansen (quelli delle New York Dolls, ricordate?), quindi quanto di meglio possa servire per berciare nel microfono di una punk band. Eccoci quindi a esaminare la tracklist: dà inizio alle danze More Cigarettes, un punkettone paradigmatico di quanto ci aspetta, sull'onda del chitarrone distorto e della batteria incalzante. Segue Straight & Narrow, una specie di “jungle sound” in stile bodiddleyano spruzzato di psichedelia, con la chitarra wah wah e la vociaccia di Jeffrey Novak in grande evidenza, poi arriva il garage di Hall Of Mirrors, con tanto di organo, quindi il mio pezzo preferito del disco, Another Time, punk puro, un salto indietro nel tempo, appunto.

 

Take If You Want It è una specie di ballata costruita su arpeggio distorto, con uno strano flauto ad attraversarla, piacevole, poi Dream It Up, pezzo un po' lunghetto, vicino al power pop, non particolarmente riuscito, mi pare. Le cose migliorano un po' con Night To Night, sulla falsariga della precedente, ma più riuscita, e con Witches In Stock, in cui compare anche la chitarra acustica e Jeffrey si sbizzarrisce in un paio di assolo. Ultimi due pezzi: Typically Strange, un punk'n'roll di ottima fattura, e  Underneath The Fruit Files, troppo lunga. Alla fine di questi quasi 40 minuti resta pochino: il disco è carino, a tratti divertente,  ma non colpisce più di tanto, se non con l'ottima Another Time. Peccato.   

Luca Sanna

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