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5 marzo 2012 ,

Lydia Cole

ME & MOON

2012 - Autoproduzione
[Uscita: 27/01/2012]

# Consigliato da DISTORSIONI

Capita raramente di imbattersi in artisti provenienti dalla Nuova Zelanda, terra che ha sempre sofferto la vicinanza della più prolifica ed artisticamente valida Australia, dove a seguito dell'esplosione di Saints e Radio Birdman, ha visto negli anni 80 un notevole proliferare di bands di caratura internazionale. Negli anni 70 la Nuova Zelanda  aveva goduto di un momento di relativa notorietà grazie alla gran messe di formazioni dedite ad un hard rock venato di psichedelia, nomi come The Human Instinct, i più noti, insieme a Space Farm e Billy T.K forse ricordano qualcosa agli aficionados del genere. Oggi però vi voglio presentare questa Lydia Cole, 22 anni da Auckland, una bella e giovane cantautrice che dopo il solito interessante ep di esordio, "Love Will Find A Way" (2009), cinque scarne composizioni, quasi tutte di sola voce e chitarra giunge al sospirato album d'esordio, questo "Me & Moon", registrato e prodotto da Nic Manders.

 

Come spiegato nel solito profilo Bandcamp, sì avete capito bene, è la solita autoproduzione, Lydia ha passato gli ultimi 18 mesi in ibernazione, chiusa come dice lei stessa nel "santuario creativo" dei Roundhead Studios per riemergere con questa collezione di canzoni di solitudine, confusione  e speranza. Tra queste 11 malinconiche tracce emergono Blind Boy introdotta da un simpatico video e che  apre in maniera quasi gioiosa la raccolta,  That was you dove sembra di ascoltare la candida Joni Mitchell degli esordi, quella dei 2 primi dischi, "Song to a Seagull" (1968) e "Clouds"(1969). Running on my down e Drawbridge, sono pure deliziose,  solo voce e piano mentre Hibernate è un piccolo gioiellino che pare registrato una quarantina d'anni fa, magari da una Vashti Bunyan o una Bridge St.John. Molto belli gli arrangiamenti delle canzoni, considerato che si tratta di una produzione non professionale, gli strumenti usati come detto sono prevalentemente acustici, anche uno xilofono fa la sua comparsa in alcune tracce del disco. Davvero un esordio promettente per una ragazza così giovane: per lei rimane l'augurio che faccio sempre, quello di trovare un' etichetta che le possa dare fiducia, la giusta promozione, ovvero sappia valorizzarla al meglio. Alla prossima Lydia, io da parte mia non ti abbandonerò.

 

Ricardo Martillos

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