Migliora leggibilitàStampa
26 ottobre 2013 , ,

Greg Trooper

INCIDENT ON WILLOW STREET

2013 - Appaloosa/IRD
[Uscita: 21/10/2013]

Greg Trooper INCIDENT ON WILLOW STREET# CONSIGLIATO DA DISTORSIONI

 

Modo migliore per riproporsi alla grande platea rock la storica etichetta Appaloosa non poteva trovarlo. Un disco questo "Incident on willow street" di Greg Trooper davvero sorprendente e di squisita fattura. Yankee purosangue, del New Jersey come il Boss, si distingue da lui per uno stile inizialmente influenzato da matrici folk, con apparizioni nei club già battuti da Dylan nel Greenwich Village. Un'altalena continua fra New York e Texas in cerca di consensi oltre ad una discografia a dire il vero piuttosto diradata, solo 9 album dal 1986 ad oggi con vertice nel disco del 2001, "Straight down rain". Il timbro vocale di Greg ricorda fortemente quello del favoloso Gene Clark aggiungendo un ingrediente in più ad un piatto, pardon disco, davvero molto bello. L'apertura di All the way to Amsterdam pare proprio un brano dell'ex Byrds, superba ballata e degno inizio del disco. Su questa falsariga ci sono pezzi come Steel deck bridge, splendida, Everything's a miracle, l'acustica In the land of no forgiveness, molto texana nell'animo al pari di One honest man, forse il pezzo più orecchiabile del disco. This shitty deal, Mary of the scots in queens, sono deliziose testimonianze di un talento compositivo da navigato songwriter.

 

Per i nostalgici di Syd Griffin e dei suoi Long Ryders abbiamo una canzone come Good luck heart mentre la Amelia qui presente non sarà bella come quella di Joni Mitchell (non è la cover ndr.) ma quella slide fa innamorare lo stesso. Gran parte del merito del suono del disco è la perfetta produzione di  Stewart Lerman, che fa suonare il disco come 40 anni fa (e non è un difetto di certo) ma pure della magica slide di Larry Campbell, che in realtà nell'album suona un po' di tutto. Larry non è un novellino visto che ha suonato con un certo Bob Dylan in uno dei suoi Never Ending Tour, periodo 1997-2004. Lo stesso Kenneth Blevis che siede dietro i tamburi ha trascorsi musicali con John Hyatt, Don Williams ed i Waterboys di Mike Scott.  Molto bella pure la copertina e la confezione del cd, che profuma tanto di noir e polverosi polizieschi d'annata. Una doverosa e dolorosa nota finale. Dicevamo che questo disco esce per l'Appaloosa/I.R.D.etichetta fondata dal bravo Franco Ratti, una delle firme giornalistiche più accreditate in Italia in ambito roots, blues, country ed affini oltre che distributore di molte label internazionali dei suddetti generi. Franco ci ha lasciato oltre un anno fa e sicuramente avrebbe apprezzato questo album, la dedica di queste nostre poche righe ancorché scontata è per lui. 

Voto: 7.5/10
Ricardo Martillos

Video

Inizio pagina