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3 novembre 2016 , ,

The Cure

1 Novembre 2016, Milano, Forum Assago


the cureA distanza di quattro anni ritornano in Italia i Cure di Robert Smith per la terza di quattro date (la prima milanese) che li ha visti impegnati nel nostro paese di passaggio per il tour europeo. Il pubblico presente al Forum di Assago è quello delle grandi occasioni che fanno registrare il sold-out per entrambe le date milanesi (anche se poi si vedranno nel parterre diversi spazi vuoti). Dopo l’apertura degli scozzesi Twilight Sad (che non vediamo perché arriviamo con colpevole ritardo) alle 20.30 salgono sul palco Robert Smith e soci, formazione a cinque con il fedele Simon Gallup al basso, Jason Cooper alla batteria, Reeves Gabrels alla chitarra e Roger O’Donnell alle tastiere. L’inizio è all’insegna dell’album “Wish” con Open e High (e Wish sarà uno dei lavori più gettonati nella scaletta) per poi passare a  momenti più intimistico danzerecci con A night like this, The Walk, Push ed In between days.

 

 

Il palco è spoglio se IMG_6955si fa eccezione per dei pannelli disposti dietro al gruppo che proiettano di volta in volta immagini tra lo psichedelico e l’onirico, passando dalla tela del ragno di Lullaby ai cuori stilizzati di Friday I’m in love. Venendo alla performance dei nostri, si è trattato di due ore e quaranta di puro attraversamento della storia della band, toccando un po’ tutti i capitoli con qualche chicca quà e là come la B-side This twilight garden.

Ci son già stati commenti sulla performance vocale di Robert che ha cambiato le linee vocali di diverse canzoni e la domanda è: lo ha fatto perché, ormai, alla veneranda età di cinquantasette anni e dopo una vita fatta di abusi di vario tipo non ce la fa più, oppure perché così gli va di fare, come quando si mette a cambiare i testi delle canzoni inventando al momento? Certo è che il motore dei Cure di IMG_6900oggi sono Gallup che non sta mai fermo in scena e che sul finale di A Forest accenna The Trooper degli Iron Maiden (che omaggia anche indossandone la T-Shirt) e quel Jason Cooper alla batteria che passa di ritmi sincopati a incedere tribale da un momento all’altro.

 

L’acustica non è delle migliori ed ogni tanto Gabrels va per i fatti suoi con assoli un po’ fine a se stessi ma il pubblico milanese, apparso un po’ distratto (per la serie “A questi eventi bisogna esserci”, poi poco importa se della band di turno ci interessa poco e niente) non è sembrato farci caso più di tanto. Smith e la band in generale sono sembrati più estroversi e loquaci del solito (Robert ha salutato e ringraziato varie volte nella nostra lingua, e durante Wrong number ha risposto “Pronto” al telefono in perfetto italiano) con Gallup e O’Donnell (foto a destra) ad incitare il pubblico, segno probabilmente che IMG_6902oggi i nostri hanno acquisito la consapevolezza di cosa significhi portare in giro il brand The Cure, regalando performances di grande livello emotivo con estrema professionalità piuttosto che andare alla ricerca del nuovo capolavoro discografico.

 

Probabilmente la band ha la piena consapevolezza e maturità necessarie a capire che il meglio di sè, dal punto di vista creativo, probabilmente è già passato, ma sarebbe bellissimo essere smentiti domani. In definitiva, trentuno canzoni, la storia degli ultimi IMG_6957trent’anni che ti passa davanti, passando dal muovere i  piedi alla riflessione pura nell’arco di un paio di canzoni e la consapevolezza che abbiamo assistito all’ennesimo grande concerto di Smith e soci: è una di quelle band che va vista live almeno una volta nella vita se si vuole comprendere da dove arrivano i suoni che abbiamo risentito negli anni novanta e che ancora oggi risuonano nella produzione dei gruppi mainstream e di quelli indi.  Ovviamente senza dimenticarsi di asciugarsi le lacrime perché si sa: “Boys don’t cry”. 

 

 

 

                                                      (nelle prime due foto sotto: il bassista Simon Gallup)

 

 

IMG_6939Setlist

  1. Open 
  2. High
  3. A Night Like This
  4. The Walk
  5. Push
  6. In Between Days
  7. Pictures of You                                    
  8. This Twilight Garden
  9. Lovesong
  10. Primary
  11.  Charlotte Sometimes
  12.  Just Like Heaven
  13. IMG_6929 Trust
  14.  Want
  15.  The Hungry Ghost
  16.  From the Edge of the Deep Green Sea
  17.  End

 

 Encore

  1. It Can Never Be the Same
  2. Shake Dog Shake
  3. Burn
  4. A Forest

 Encore 2

  1. Lullaby
  2. Fascination Street
  3. Never EnoughIMG_6912
  4. Wrong Number

 Encore 3

  1. Hot Hot Hot!!!
  2. Friday I'm in Love
  3. Doing the Unstuck
  4. Boys Don't Cry
  5. Close to Me
  6. Why Can't I Be You?

 

 

Ubaldo Tarantino

Foto di Patrizia Lubrano  

 

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