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19 agosto 2012 ,

Gaslight Anthem – Bob Mould – Foo Fighters

13 Agosto 2012 , Villa Manin, Codroipo (Udine)


foo fightersProseguendo nella tradizione dei concerti di grande richiamo di metà agosto, la splendida cornice del parco di Villa Manin, a Codroipo, dopo Bruce Springsteen, Morrisey e Bjork, quest'anno ha ospitato i  Foo Fighters di Dave Grohl, appuntamento molto atteso da fan e appassionati, arricchito dalla preziosa apertura dello show affidata ai Gaslight Anthem e all'intramontabile Bob Mould, ex chitarra, voce e mente  degli Husker Du. Più di qualcuno aveva forse storto un po' il naso nell'immaginare l'aggressivo rock dei Foo Fighters dominare le atmosfere classiche ed eleganti del parco di Villa Manin, ma il risultato dell'esibizione di lunedì sera è stato notevole, in particolare per il gran numero di fans di Grohl e compagni giunti sia dall'Italia che dalle vicine Slovenia e Austria, stati naturalmente portati a rispondere alla grande al richiamo del rock duro e puro.

 

Gaslight Anthem

L'apertura della serata viene però affidata ai Gaslight Anthem, la formazione di Brain Fallon che nella tournèe italiana approfitta per far conoscere al meglio i brani del nuovo album “Handwritten”:  trova gli stimoli per proporre al pubblico friulano un set convincente anche se abbastanza breve (meno di un'ora). Buona la risposta del pubblico per i dieci brani chegaslight_anthem_Handwritten partono dal nuovo singolo e dalla stessa “Handwritten”, per poi aggiungere gli ormai classici Great Expectations (con cui si apre il set), American Slang, Old White Lincoln, The '59 slang.  La chiusura, come di consueto, arriva sulle note di The Backseat energico e convinto commiato per una formazione capace di trovare la sua dimensione anche dal vivo, anche se non ha potuto contare sulla sincera partecipazione di un pubblico che ha gradito la performance di Fallon e compagni, ma non vedeva l'ora che comparissero sul palco lo “zio” Bob Mould, e lo sferragliante Dave Grohl.

 

Bob Mould

Ed eccolo Bob Mould, vero punto di riferimento con i suoi Husker Du per tutto quello che si  è mosso (rock, punk, post punk e hard core) nel mondo dalla seconda metà degli anni '80 in poi. Dopo aver lasciato gli Husker Du alla fine degli anni'80 Mould dà avvio alla sua carriera solista, alla quale poi si è aggiunto, a partire dal 1992, il progetto con gli Bob MouldSugar esperienza che forse buona parte del pubblico presente a Villa Manin non conosceva alla perfezione. In ogni caso Mould ha provveduto a colmare ogni lacuna dando il via al suo set (subito dopo le 19:00) proprio con il repertorio degli Sugar, in particolare snocciolando con la dovizia che gli è caratteristica tutti i brani di “Copper Blue”, album d'esordio, nello stesso ordine del disco. Con il pubblico colpito e al tempo stesso gratificato  Bob Mould pensa bene di sottoporre a tutti anche qualche perla degli Husker Du, una serie che gratifica i vecchi fan del trio hard core partendo con Chertered Trips (da “Zen Arcade”), poi con Celebrated Summer (da “New Day Rising”) e Makes no sense at all (da “Flip your wig”).

 

Foo Fighters

Come avvenuto in altre apparizioni in giro per l'Europa, in molti si aspettavano che al termine del suo set il buon Mould fosse raggiunto sul palco da Dave Grohl per suonare qualche brano insieme, ma l'attesa è stata vana e con una puntualità inusitata (ore 21 precise) i Foo Fighters hanno preso il loro posto sul palco. Il boato del pubblico riempie il prato di Villa Manin e accompagna le prime note di White Limo il singolo tratto dall'ultimo “Wasting Light”, l'album che ha registrato il gradito ritorno tra le fila della band di Pat Smear (in realtà dal vivo si era ricongiunto agli amici già dal 2006). Il set di Grohl e
Foo-fighterscompagni è un crescendo continuo passando per All my life, Rope, The pretender, ed insieme a qualche concessione anche ai brani più commerciali come Generator e Learn to fly arrivano i siparietti durante la presentazione della band, con “menzione” particolare al bassista Nate Mendel (conosciuto e arruolato dopo lo scioglimento  dei Sunny Day Real Estate) e al batterista Taylor Hawkins. These days viene dedicato ai vecchi amici di Grohl all'epoca degli esordi con gli Scream per poi chiacchierare un po' col pubblico (‘avete ancora voce? - beh, cosa avete fatto finora. Perchè non ci avete mai visto dal vivo? …dai sono contento che abbiate aspettato fino ad oggi’) prima di annunciare un'infuocata This is a call, brano mai suonato dal vivo. Tributo ai Pink Floyd con l'esecuzione di In the flesh, mentre col bis arriva il tanto atteso duetto con Bob Mould prima con Dear Rosemary e poi con Breakdown, cover di Tom Petty. Chiusura con Everlong per una serata che i fan dei Foo Fighters e soprattutto degli Husker Du ricorderanno a lungo.

 

 

 

Maurizio Capobianco

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