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17 maggio 2013 ,

Rhyton

Catarsi liberatoria – Italian/English Version


rhytonalbum

 

Rhyton sono una band di Brooklyn, artefici di un interessante space-rock arrivati all’esordio con un LP omonimo per l’etichetta Thrill Jockey. In occasione della data Milanese del loro tour europeo, abbiamo incontrato Dave Shuford, Jimy Seitang ed il nuovo batterista Rob per una chiacchierata riguardo la loro musica, politica ed esperienze.

 

 

 

 

 

L'INTERVISTA

 

Ubaldo Tarantino (Distorsioni) - Ci raccontate come vi siete incontrati?

Dave Shuford - Io e Jimy (il bassista) ci conoscevamo da nove anni e ci incrociavamo spesso con le nostre rispettive bands (No Neck Blues Band la prima band di Dave e gli Psychic Ills la band di Jimy) e ad un certo punto abbiamo pensato che sarebbe stato bello fare qualcosa insieme che suonasse diverso da ciò che facevamo nelle nostre bands, e che facesse un po’ da valvola di sfogo all’esigenza di fare musica che altrimenti non avremmo potuto realizzare. Rob (batteria) ci è stato presentato da un amico comune anche se, indirettamente, frequentavamo già gli stessi ambienti e si è unito a noi dopo che Spencer (il batterista originale) non si è detto disponile a fare tours con noi, ma l’arrivo di Rob è stato davvero un innesto avvenuto in maniera naturale.

Rhyton-Rhyton-band-photographyRob - Sì, quando ho fatto l’audizione per entrare nel gruppo ero molto teso perché avevo sentito il disco e volevo fare una bella impressione alla band, ma dopo poco che abbiamo iniziato a suonare insieme mi sono fatto prendere dal mood che si respirava e mi sono lasciato andare e tutto è risultato più naturale.

Jimy Seitang - Rob ha un’impostazione più jazzistica anche se non nel senso tradizionale del termine rispetto a noi, ed io gli dissi subito che non volevamo che lui suonasse come Spencer, ma che semplicemente fosse se stesso e si lasciasse andare così da poter portare la sua creatività all’interno del bagaglio della band.

 

 

So che lavorate molto sull’improvvisazione. Anche le canzoni dell’album nascono improvvisate?

Dave - Sì, l’album è nato in tre giorni e solamente un brano partiva da un’idea che arrivava dell’esperienza del mio disco solista, mentre tutto il resto sono state improvvisazioni nate dall’incrociare blues, noise, kraut-rock, country e tutto quello che ci portiamo dentro.

 

 

Quando suonate live avete una scaletta oppure è tutto improvvisato?

Jimy - Suoniamo quello che ci passa per la mente di sera in sera: in questo tour europeo abbiamo fatto una ventina di date suonando praticamente tutte le sere ed ogni set è diverso a seconda di come ognuno di noi si sente, del posto in cui suoniamo; che sia un club da trenta persone oppure un locale più grande, attacchiamo a suonare e quello che proviamo viene fuori naturalmente.

Rob - E’ come trovarsi al centro di un uragano, ti lasci andare e vieni trasportato non sai dove, ogni volta è diverso, come musicista è davvero un’esperienza fantastica!

rhyton liveDave - Qualche sera fa, per dirti, eravamo ad Anversa e io prima del concerto dissi alla band che avrei voluto fare loro una sorpresa e suonare un brano del nuovo prossimo disco degli Speer (altra band in cui Dave milita). Loro non erano molto contenti di ciò, ma quando ad un certo punto del concerto ho attaccato a suonarla ognuno ha apportato il suo contributo in maniera spontanea e ne è uscita una cosa totalmente diversa, ma ugualmente intensa.

 

 

Personalmente trovo che la vostra musica risulti davvero magica attraverso gli auricolari, dove si possono apprezzare gli effetti che utilizzate, come pensate risulti tutto ciò dal vivo?

Dave - Diciamo che dal vivo più che la parte tecnica che sarebbe abbastanza complesso rendere dal vivo prediligiamo l’aspetto dell’energia e del feeling che si sviluppa.

Jimy - Preferiamo viaggiare leggeri con una strumentazione base piuttosto che cercare di ricreare le stesse identiche ambientazioni del disco, fa parte della nostra filosofia di approccio al progetto Rhyton, ogni cosa esce in maniera naturale e senza basi precostituite, neppure su come organizzare i suoni della sera in cui suoniamo.

 

 

Dave, ti spiace non cantare nei Rhyton come fai negli Speer?

Dave - A me piace cantare ed in realtà lo faccio anche con i Rhyton, semplicemente in maniera diversa, con effetti che rendono la voce uno strumento di improvvisazione funzionale allo spirito del gruppo. Ogni sera faccio qualcosa, a volte anche dei semplici discorsi che passando dal distorsore risultano incomprensibili.

Jimy - Sì, ci piace come Dave interpreta l’idea del cantato nei Rython, non capiamo quasi mai cosa dice (ride) ma ci coinvolge al punto da seguirlo  nel mood che ci tira fuori.

 

 

RhytonvegetazioneDave, il tuo disco solista ha influenzato quello dei Rhyton? Se sì, in che modo?

Dave - Al tempo di “Argiledes” (il disco solista di Dave) mi interessava esplorare la musica medio- orientale e alcune di quelle influenze sono confluite in maniera naturale nei Rhyton.

 

 

Ci potete dire che musica ascoltate ultimamente?

Tutti - Ascoltiamo davvero di tutto, dal country al rap alla musica sperimentale anni ’70 (il discorso scivola in maniera naturale sul fatto che il giorno prima a Milano hanno suonato gli Swans in una specie di centro sociale e Dave  e Jimy mi raccontano delle loro esperienze ai live di Michael Gira e di come piaccia loro “The seer”, l’ultimo disco della band newyorkese, così come del fatto che a New York i centri sociali hanno più una valenza a carattere privato che di utilità sociale per il territorio).

 

 

Dove vi vedete tra tre anni?

Dave - Non facciamo  programmi a lungo termine e non ci interessa l’idea di diventare famosi e suonare nei grossi festival o cose del genere. Suonare le nostre cose ci rende felici e ci dà di che vivere e questo è tutto. Spero di poter continuare così il più a lungo possibile.

Jimy - Per me è lo stesso, le mie precedenti esperienze musicali erano più improntate ad un aspetto più commerciale anche se non nel senso stretto del termine. Ora sono molto più portato a  voler realizzare le cose che mi va di fare

Rob - Spero che l’esperienza Rhyton continui perché è davvero eccitante potersi esprimere in questa maniera, ogni volta è come una catarsi liberatoria in cui immergersi.

 

 

 

INTERVIEW  WITH  RHYTON

 

rhytonRhyton is a Brooklyn based space-rock band that has recently published his self-titled debut record for Thrill Jokey. During their date in Milan from their European tour, we met Dave  Shuford,  Jimy  Seitang and the new drummer Rob for a chat concerning their music, politics and life experiences.

 

Ubaldo Tarantino (Distorsioni) - Could you tell us how the Rhyton project started and how you met the other members?

Dave Shuford - Me and Jimy (Bass) were knowing each other  since nine years and we often crossed with our bands (No Neck Blues Band the first group of Dave and Psychc Ills the Jimy’s band) so, at a certain point, we thought that it would have been nice to do something together that sounds different from what we did with our bands and that worked as a sort of vent valve from the need to realize kind of music that otherwise we couldn’t do. Rob (drums) has been introduced to us by a common friend  even if, in a certain way, we were already frequenting the same places and he joined us after Spencer (original Rhyton’s drummer)  told us that he wasn’t available to tour with us but, Rob’s arrival has been a very natural plug.

Rob - Yes, when I did the audition for the band I was really nervous ‘cause I heard the record and I wanted to do a good impression to the other band’s members  but, just afre a short time we started palying tgether I was guided by the mood that I can breath and I was free myself playing and everything flew very naturally.

rhytonJimy Seitang - Comparing to us, Rob has a more Jazz oriented setting even if not in the  traditional way of the terms so, I told him immediately that we didn’t want him to play like Spencer  but that, simply he had to set him free to express himself and take his creativity inside the band experience.

 

 

I know that you work a lot on improvisation, are the songs on your album all improvised?

Dave - Yes, the album has ben done in three days and only one song was starting from the idea that arrived from my solo album “Argiledes”  while all the other stuffs have been jam sessions born from the crossing of blues, noise, kraut-rock, country and everything we have inside us.

 

 

When you play live do you have a set list or is it all improvised?

Jimy - We play what is coming up in our minds night by night, in this European tour we have done about twenty gigs practically playing all nights and every set is different depending on how each one of us feeling, the place we are going to play, if it is a small club with thirty people listening or even a bigger hall, we start playing and what we feel comes out naturally.

Rob - It is like being in the center of a maelstrom, you set yourself free and you are lifted don’t know where, every time is different and as a musician is really a wonderful experience.

Dave -  Just to let you understand, some days ago we were in Antwerpen and I, just before the gig told to the others that I would like to do a  surprise to them and play a song from the next records of The Speer (another band where Dave is ppalying). They were not so happy about that but, when ata  certain point of the gig I started paying it  every member took his own contribute in a very spontaneous way and a totally different thing came out but, equally intense.

 

 

rhytonI think your music really sounds great through headphones where you can appreciate all the effects you use, what you think will be the live effect of it?

Dave - Let’s say that during live set, instead of prefer the technical side that would be pretty complex to render live, we prefer to point the attention on the energy and feeling that is coming out.

Jimy - We prefer to travel very lightly with a base  instrumentation set instead of trying to recreate the same identical atmospheres of the record. It’s a part of our Rython’s approach philosophy , every thing comes out in a very natural way and without pre-set bases, not even on how to arrange the sounds of the gig in the night we are playing.

 

 

Do you mind not having to sing in Rython like you do in The Speer?

Dave - I like singing and, as a matter of fact, I do it even in Rhyton, simply, I do it in a totally different way by using effects that transform the voice into an improvisation instrument functional to the band’s spirit. Every night I do something, sometimes even some simply speechs that coming through distortion become incomprehensible.

Jimy -  Yeah, we like the way Dave interprets the singing idea in Rhyton, We don’t understand almost nothing of what he sings (laughs) but he involves us so much that we follow himin the mood that he is able to rip off from us.

 

 

Dave, has you solo record influenced Rhyton’s  one? In which way?

Dave - At the time of “Arghiledes” (the solo record of Dave) I was interested  in the exploration of middle eastern music and some of these influences has come naturally into the Rhyton one.

 

 

rhytonCan you tell us which kind of music are you listening to recently?

All - We listen to really all kind of music from country to rap to experimental music from the ‘70s (the discussions slides in a very natural way on the fact that the day before the Swans played in Milan in a sort of Squat venue so Dave and Jimy tell me their experiences attending to the Michael Gira concerts and on how the really like “The Seer” the last record of Swans and about the fact that in NY squats are more intended as a closed experience to the people that lived in them instead of a social help for the territory)

 

 

Where do you see yourself in three years time?

Dave - We don’t make  long terms plans and we are not interested in the idea of becoming famous and play at the big festivals or something like that. Play our things makes us happy and it gives us enough to live and that’s all. I hope I can continue like that as much as possible.

Jimy - For me it’s the same , my previous musical experiences were more commercially oriented even if not in the real basic concept of the word. Now, I am more involved in the desire to realize the things that I just want to do.

Rob -  hope the Rhyton experience will go on ‘cause it’s really exciting having the possibility to express in such way, every time is like a catharsis release  to dive in.

Ubaldo Tarantino

Video

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