Alessandro Serra Terra Vergine
Il debutto del salernitano Alessandro Serra, poeta e filosofo oltre che cantautore, si presenta come un’audace sfida a un’epoca dominata dalla velocità e dal consumo che dimentica rapidamente, infatti alle dieci canzoni del cd è associato il libro di poesie “Terra Vergine". Cento poesie per cuori a maggese” edito da Abra Books. Una propposta che evidentemente richiede a chi si accosta alla sua musica di dedicare una particolare attenzione ai testi e metterli in dialogo con le poesie del libro. Temi della poetica di Serra sono in primo luogo la terra, il legame che uno ha con le proprie radici evidenziato nella title track che apre il cd, il rischio dell’omologazione e del finire prigionieri della gabbia rappresentata dalla routine quotidiana (Parodia e Scacco Matto), la nostra identità personale e la maschera che spesso indossiamo davanti agli altri nella pirandelliana Sotto Mentite Spoglie, con Matrioska Serra affronta il tema dell’amore, ma auspicando che sia un sentimento slegato dal desiderio di possesso, è l’ironia che ci può difendere da relazioni malsane in Benvenuta Ironia, mentre in Treno 8017 ci dona una canzone antimilitarista che meriterebbe di diventare un classico. In Tie-Break affronta senza moralismi e luoghi comuni il tema delle dipendenze, la forza dirompente e rivoluzionaria della sessualità trova spazio in Gli Angeli Non Hanno Sesso, chiude Astronauti visti come coloro che sono riusciti a distaccarsi dalle meschinità del mondo e a guardarlo coscientemente dall’alto. Musicalmente siamo davanti a un album di cantautorato di qualità, soprattutto per i testi accompagnati da arrangiamenti efficaci e misurati, incisivo per esempio il ruolo del piano sia in Terra Vergine che in Astronauti, un carattere sobrio ed equilibrato che valorizza il cantato, infatti a nostro parere il brano meno riuscito è Gli Angeli Non Hanno Sesso per il carattere enfatico, barocco dell’arrangiamento.

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